Nasce la rete servizi specialistici per il recupero dei lavoratori

PESCARA. Una rete assistenziale specialistica, distribuita su tutto il territorio regionale, in grado di formulare diagnosi precoci e attuare trattamenti per favorire il recupero dei lavoratori...
PESCARA. Una rete assistenziale specialistica, distribuita su tutto il territorio regionale, in grado di formulare diagnosi precoci e attuare trattamenti per favorire il recupero dei lavoratori affetti da malattie reumatiche, infiammatorie e autoimmuni. La delibera, proposta dall’assessore alla Salute Silvio Paolucci, è stata approvata dalla Giunta regionale e prevede l’istituzione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta).
Le malattie reumatiche croniche e invalidanti, infatti, rappresentano una delle principali cause di invalidità e di perdita di capacità lavorativa. Solitamente colpiscono una popolazione giovane e ancora in attività lavorativa. «Per fronteggiare questo fenomeno e limitarne gli effetti», ha spiegato Paolucci, «andiamo a realizzare, all’interno della rete regionale, un percorso privilegiato per i lavoratori affetti da malattie reumatiche». Si procederà, in sostanza, a una riorganizzazione dei servizi sanitari reumatologici e al loro inserimento in una rete assistenziale specialistica «uniformemente distribuita sul territorio», fa sapere la Regione.
Molti dei pazienti, affetti da malattie reumatiche che intaccano la funzione articolare, perdono la loro capacità produttiva. Il numero di coloro che abbandonano prematuramente il lavoro a causa del proprio stato di salute è rilevante. Questa situazione, secondo Paolucci, può essere evitata «attraverso processi di diagnosi precoce e trattamenti adeguati attuabili solo attraverso una rete in cui ci sia la partecipazione e la sinergia tra clinici, decisori e datori di lavoro». Altro obiettivo strategico della rete è quello di realizzare un approccio integrato sanitario-socio-politico al problema economico posto da alcune importanti malattie reumatiche, «al fine di consentire al lavoratore di continuare la sua prestazione professionale, di ridurre la spesa sociale collegata alle indennità, di mantenere l'efficienza lavorativa e, infine, di accorciare i tempi necessari per la ripresa della piena attività». (c.s.)

