Nascondono la droga anche nell’autoclave

15 Novembre 2015

A Fontanelle cittadini esasperati dallo spaccio: tossici sui pianerottoli, siringhe lasciate ovunque

PESCARA. Aprire la porta di casa e trovarsi davanti, sul pianerottolo, un tossicodipendente con la siringa infilata nel braccio. Capita a via Caduti per servizio, dove di droga ne circola un bel po’. E se un tempo la zona più gettonata era la pensilina del bus, adesso ci si spinge dentro le case, dove vengono abbandonate le siringhe, poi raccolte dai bambini.

A Fontanelle non c’è solo il problema delle case popolari abbandonate a se stesse da sempre, senza ristrutturazione né manutenzione. La mancanza di sicurezza continua ad essere avvertita dalle famiglie oneste come un’emergenza non più rinviabile. È stato sollecitato il ritorno dell’unità mobile della polizia e per ora la risposta è stata una pattuglia della polizia municipale tre giorni a settimana, che però si ferma nei locali dell’associazione della zona, “Insieme per Fontanelle”. È stato chiesto più volte anche l’avvio degli sfratti, ritenendo che la maggior parte degli abusivi siano criminali. Ma fino ad ora niente. Inutile anche l’appello sulle telecamere: una è stata manomessa da tempo e un’altra si è rotta, ma non sono state riparate.

Dello spaccio di droga dilagante in via Caduti per servizio ne sanno qualcosa al civico 46. «Il portone è rotto, si entra e si esce tranquillamente, e lo stanzino è diventato una specie di rifugio per tutti coloro che cercano un nascondiglio», denuncia Vincenzo Dell’Aquila. «Io ho paura a far uscire mia figlia, che è una ragazzina. Trovo in continuazione dei buchi, che via via provvedo a chiudere e sono certo che vengono utilizzati per nascondere la droga. Sono arrivati perfino all’autoclave: dopo essersi arrampicati su una scala hanno tolto i bulloni del coperchio e hanno aperto l’impianto, che è rimasto così e l’acqua è diventata putrida. Il nostro palazzo è diventato un porto di mare, aperto a tutti, e temo il peggio. Mica posso andare in galera per uccidere qualcuno?». Dell’Aquila non si limita a chiudere i buchi (per evitare che vengano riutilizzati), ma ha anche affisso un cartello, sperando che serva a tenere lontani i malintenzionati.

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