Nascono le squadre di investigatori per tutelare i lupi

13 Luglio 2022

Caramanico. Al via la collaborazione tra Parchi e carabinieri Obiettivo: scovare chi spara, ma anche i bocconi avvelenati

CARAMANICO TERME. L’idea ha preso corpo a Caramanico Terme. Ed è quella di dar vita a delle squadre specializzate nelle investigazioni sui crimini ai danni degli animali selvatici, primo tra tutti il lupo. Una scelta dettata dalle gravi azioni di persecuzione nei confronti dei lupi (ci sono tremila esemplari), con atti di bracconaggio come colpi d’arma da fuoco, trappole con i lacci, bocconi avvelenati e incidenti stradali. Se n’è parlato al Wildlife Research Center del Parco nazionale della Maiella, nel corso di un incontro tra i tecnici del Parco capofila del progetto Wolfnext (il network di 17 parchi che mira anche allo sviluppo di azioni per favorire la tutela del lupo e la coesistenza con l’uomo) e i vertici del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei carabinieri per «mettere a punto un percorso di collaborazione» in modo da arrivare «in breve tempo» alla formazione delle squadre di investigazione.
Partendo dalle esperienze maturate negli ultimi 20 anni dal parco nazionale della Maiella, il responsabile dell’Ufficio veterinario, Simone Angelucci, e il responsabile dell’ufficio monitoraggio e tutela biodiversità, Antonio Antonucci, hanno illustrato ai carabinieri alcune tra le attività innovative, sia in campo medico veterinario forense sia nel monitoraggio, che «possono essere messe a disposizione della polizia giudiziaria, in un necessario percorso di adattamento delle tecniche investigative ai complessi contesti ambientali che connotano le cosiddette “scene del crimine” proprie delle uccisioni o dei maltrattamenti sui lupi», spiegano dal Parco.
Oltre ai tecnici del parco erano presenti il comandante del comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei carabinieri, Antonio Pietro Marzo, con il suo vice, Davide De Laurentis, il capo di stato maggiore, Michele Sirimarco, il comandante del raggruppamento carabinieri parchi Giulia Uricchio e il comandante del reparto carabinieri Parco Maiella Livia Mattei.
«Capire cosa ha causato la morte di un esemplare selvatico è fondamentale», spiegano dal parco, «per fare azione di prevenzione e risalire ai possibili responsabili. I vertici dell’Arma hanno mostrato interesse e preannunciato l’attivazione di un percorso di collaborazione».
(f.bu.)