Nataliya: via dalle bombe con i miei gemelli

La donna ha viaggiato 2 giorni e mezzo in autobus insieme ai suoi bimbi: «Mangiavano solo biscotti»
PESCARA. Hanno mangiato solo biscotti nei due giorni e mezzo di viaggio in autobus da Khmelnitsky, in Ucraina occidentale, attraversando i confini fino all'Ungheria, prima di arrivare in Italia. A Pescara sono giunti ieri mattina, stanchi, stremati, impauriti, dopo migliaia di chilometri durante i quali si sono fermati solo per brevi soste. Nataliya Komysliva, 40 anni, laureata in Economia e commercio, professione bancaria, stringe a sé i figli gemelli di 8 anni. Li abbraccia, li coccola, abbottona i cappottini e sistema i cappucci, perché i piccoli sono infreddoliti. Accarezza il loro visetto turbato e triste. Troppo grande questa guerra per due bambini così piccoli, strappati alla scuola, agli amici, al loro papà che è dovuto rimanere a combattere contro i russi. Ieri mattina Nataliya ha potuto riabbracciare la madre Ines, da 12 anni badante a Pescara che racconta il loro dramma, traducendo in italiano. «È stato un viaggio pesante per Natasha», come mamma Ines chiama la figlia, «e i miei nipotini, Bradislav ed Eugenio. Sono molto spaventati, lontani dal papà e dagli amichetti di scuola. Per due giorni e mezzo sono rimasti bloccati in autobus, attraversando Ucraina e Ungheria, hanno mangiato solo biscotti. Quattrocento euro è costato il viaggio della speranza. Non avevano più i soldi nemmeno per pagare le toilette sull'autostrada, hanno dovuto arrangiarsi». Ma sono dovuti scappare in fretta dalla casa di Khmelnitsky dove è rimasto il marito di Nataliya. «Il più vicino aeroporto, a 40 chilometri, è stato bombardato», spiega nonna Ines che fa domande a raffica ai volontari del Comune per capire come deve sbrigare le pratiche burocratiche del soggiorno per la sua famiglia, «hanno dovuto prendere per forza il bus. Ma prima di partire sono rimasti fermi due ore perché il mezzo era rimasto senza benzina e la mia famiglia, come gli altri passeggeri, hanno dovuto aspettare l'arrivo di 700 litri di nafta. Altre due ore al freddo per non parlare del viaggio, molto difficoltoso con due bimbi al seguito che per fortuna hanno giocato con gli altri bambini per distrarsi». Nataliya e i gemelli andranno a stare in albergo. Ancora una volta divisi negli affetti. Ma nonna Ines, che ha appena perso il lavoro ed è ospite da un'amica, per cui per ora non può accoglierli, stringe i nipotini tra le braccia e promette: «Ce la faremo a stare di nuovo insieme». (c.co.)

