’Nduccio: «No ai maleducati sì ai costumi più piccoli»

PESCARA. «A me piacerebbe introdurre il divieto alla maleducazione e ho detto tutto. La propria libertà di schiamazzare, che fa bene all’anima, deve avere un limite nel rispetto del vicino di...
PESCARA. «A me piacerebbe introdurre il divieto alla maleducazione e ho detto tutto. La propria libertà di schiamazzare, che fa bene all’anima, deve avere un limite nel rispetto del vicino di ombrellone». Germano D’Aurelio, il cabarettista ’Nduccio, dice che in spiaggia «il buon senso è al di sopra di tutte le leggi. Mio padre mi diceva sempre che il “Cafone”, quello di Silone con la “C” maiuscola, non conosce le leggi ma le applica tutte perché dove finisce la legge comincia il buon senso. E il “Cafone” ha una grande umiltà mentre, adesso, la gente più è imbecille e più è presuntuosa». ’Nduccio un bacchettone in spiaggia? «Io sono molto tollerante, diciamo che sono nato in una casa di tolleranza», ride, «nel senso che, tra tanti figli, parenti e vicini di casa, abbiamo imparato a tollerare un po’ di tutto». La palma di ’Nduccio «è un rifugio di ambulanti, alla faccia di Salvini: a quei ragazzi offro sempre dell’acqua e una fetta di cocomero». Poi, ’Nduccio commenta la rivoluzione dei costumi: «Sono d’accordo con la riduzione dei costumi perché, nel frattempo, mi si è ridotta un po’ la vista». (p.l.)

