’Nduccio, paggetto per forza «Che incubo quel vestito nero»

26 Febbraio 2022

Altro che costume da supereroe griffato, «il vestito da paggetto me lo cuciva mamma Felicia Orsini ed era fatto con i ritagli delle stoffe degli abiti delle mie quattro sorelle, Carla, Mary,...

Altro che costume da supereroe griffato, «il vestito da paggetto me lo cuciva mamma Felicia Orsini ed era fatto con i ritagli delle stoffe degli abiti delle mie quattro sorelle, Carla, Mary, Maristella e Gabriella». Sorride a quel lontano, malinconico e nello stesso tempo gioioso ricordo, Germano D’Aurelio, in arte 'Nduccio, showman pescarese, che ha vissuto gli anni della sua infanzia a San Silvestro.
Quel «costume nero da paggetto, con le calzamaglie bianche e il cappello con le piume di struzzo, è stato un vero incubo per me. Avevo sei anni e abitavo nel quartiere La Croce, in una zona disseminata di strade tutte denominate con le croci. Fui costretto a indossare quel costume nei giorni di Quaresima, nella chiesa di San Silvestro che all’epoca era guidata da don Luigi Mazzatenta, facevo la scorta al Cristo morto ed ero imbarazzatissimo. Avevo pure la sciabola, una vergogna». Nel tempo è arrivato anche il costume da Capitan Fracassa, indossato per «andare, all'epoca, nelle case dei parenti a farsi regalare le uova per i dolci pasquali. I coriandoli, invece, li facevamo ritagliando a pezzetti i fogli dei quaderni». (c.co.)