«Negati i documenti degli appalti Asl Intervenga D’Alfonso»

Il consigliere regionale Pettinari (M5S) ottiene il via libera del Collegio dei giuristi: senza atti, via alle azioni disciplinari
PESCARA. Aveva chiesto gli atti di due appalti della Asl per quasi 50 milioni di euro e di sapere dove sono finiti 8 milioni di euro arrivati dopo il terremoto del 2009. Ma la Asl, alla richiesta del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, ha risposto con un rifiuto: per la Asl, ente che dipende dalla Regione, un consigliere regionale non può avere i documenti «di un’azienda autonoma dotata di propria personalità giuridica quale la Asl». Ma, adesso, questo rifiuto potrebbe portare ai procedimenti disciplinari. A prevederli è un parere del Collegio regionale per le garanzie statutarie della Regione che, su richiesta di Pettinari e di altri 10 consiglieri, ha stabilito che la Asl deve essere una casa di vetro.
«I principi di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa avrebbero dovuto condurre la Asl, anche qualora si fosse trovata davanti a richieste di dati coperti da riservatezza, a soluzioni collaborative e in nessun caso al diniego in via di principio dell’accesso al consigliere regionale». Il collegio dei giuristi, formato dal presidente Fabrizio Politi e da Stefano Civitarese Matteucci, Giampiero di Plinio e Arnaldo Lucidi, ha sancito l’«obbligo» della Asl di fornire documenti ai consiglieri regionali. Inoltre, secondo il Collegio gli atti chiesti da Pettinari non erano affatto segreti.
Ma cosa aveva chiesto il consigliere dei grillini? Primo: gli atti dell’appalto delle manutenzioni degli ospedali di Pescara, Penne e Popoli e della gestione del calore, 36,2 milioni di euro, vinto da un raggruppamento temporamento di imprese formato dal Cns di Bologna (Consorzio nazionale servizi) e da una ditta di Pescara, la Omnia Servitia. Si tratta di un appalto con una storia travagliata alle spalle, iniziata nel 2004 ma che, due mesi fa, ha ricevuto il sigillo di legittimità del Consiglio di Stato. Secondo: i documenti sui lavori di reingegnerizzazione da 12 milioni di euro assegnati alla Mtc di Roma e «le modalità di affidamento degli incarichi». La Mtc, nel 2009, ha collaborato con la Asl per il polo materno-infantile. In precedenza, tra il 2003 e il 2008, ha ottenuto anche i lavori del «processo di ristrutturazione» dell’ospedale San Massimo di Penne. Terzo: Pettinari ha chiesto di sapere dove sono finite le somme liquidate alla Asl dalla compagnia assicurativa a seguito dei danni per il terremoto.
«Il parere del Collegio è chiaro e dice che “l’obbligo di garantire l’accesso agli atti a un consigliere regionale si configura come dovere d’ufficio la cui violazione attiva la responsabilità disciplinare del dirigente inadempiente per la quale è competente il direttore generale. A fronte dell’inerzia del direttore può essere attivata la responsabilità del medesimo di fronte all’organo politico che lo ha nominato”. Significa», dice Pettinari, «che il manager Claudio D’Amario deve avviare un’azione disciplinare contro il dirigente che ha rifiutato di darmi gli atti. Se non lo fa lui, deve intervenire il presidente della Regione Luciano D’Alfonso». Pettinari ha presentato un’interpellanza: «Ora, voglio vedere cosa farà D’Alfonso».
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