Negozi e case, ecco gli aumenti

5 Settembre 2014

Cna: cifre da brivido. Centrodestra e M5S: Blasioli non imparziale

PESCARA. Il dato che colpisce più di tutti è la progressione nell’incremento della Tasi, l’imposta comunale sui servizi indivisibili che va a compensare il gettito di 10 milioni e 400 mila euro della vecchia Imu-Ici: più la rendita catastale della prima casa è bassa e più elevata sarà la tassa. Si passa, in particolare, dal 38% in più per gli immobili più modesti (calcolato in 58 euro netti) all’abbassamento fino al 4% per una villetta in centro di medie dimensioni, i cui proprietari pagheranno 656 euro di Tasi, 26 in meno rispetto all’Imu 2012. In base alle nuove aliquote approvate mercoledì in consiglio, per fare un esempio, una famiglia che vive in un appartamento di 100 metri quadri in media periferia dovrà sborsare 328,40 euro di Tasi a fronte dell’esenzione di cui ha goduto nel 2013 e rispetto ai 299,80 euro di Imu versati nel 2012. L’innalzamento della pressione fiscale è di 28,6 euro, 8,71 punti percentuali. Lo stesso appartamento, se non costituisce abitazione principale, ma è stato concesso in comodato d’uso gratuito dai genitori ai figli, costerà 1.285,20 euro di Imu rispetto ai 1.085,28 del 2013. Discorso opposto se la prima casa ha una rendita catastale più elevata: lo sconto, in questo caso, oscilla dallo 0,16% in meno al 3,96% a seconda della classificazione.

Aumenti in vista anche per le piccole botteghe artigiane: un negozio di 80 metri quadri in zona semicentrale (rendita catastale 1.000) costa 723,45 euro di Imu, rispetto ai 518,70 del 2013 o addirittura ai 367,5 di Ici nel 2011. L’incremento, in questo caso, è di 204,75 euro, con buona pace dell’80 per cento dei commercianti che lo scorso anno non sono riusciti a pagare la vecchia tassa sui rifiuti. «Cifre da brivido», così commenta Carmine Salce, direttore della Cna provinciale, «che sottraggono ai cittadini le poche risorse in circolazione, come i famosi 80 euro in busta paga che avrebbero dovuto rilanciare i consumi, mentre resta ancora da scoprire di quale entità sarà la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, la Tari».

«La giunta e il consiglio hanno dimostrato di essere ciechi e sordi di fronte alle istanze di cittadini e parti sociali», rilancia Guerino Testa (Ncd), «la prima scelta seria della giunta Alessandrini è stato un aumento indiscriminato della tassazione locale. Una scelta folle».

Il centrodestra da un lato e il Movimento 5 Stelle dall’altro hanno puntato il dito contro il presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli, colpevole, a loro dire, di aver avallato l’emendamento sostitutivo della maggioranza che è andato a modificare le due tabelle sulle aliquote Tasi e Imu. In questo modo gli oltre 1.000 emendamenti preparati dalla minoranza sono stati giudicati decaduti, bloccando così la discussione e l’ostruzionismo. «Ci hanno impedito di esercitare il nostro ruolo di rappresentanti dei cittadini», si lamenta il capogruppo di Fi, Marcello Antonelli, seguito da Carlo Masci (Pescara futura): «Blasioli ha indossato la casacca del Pd pur rivestendo un ruolo apartitico. In una notte Pescara è passata da città meno tassata d’Italia a città con più tasse». (y.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA