Negozi senza corrente per 12 ore «Merce buttata e danni enormi»

Manca la luce tra via del Santuario e largo Madonna: bar e pasticcerie chiusi, niente pane al forno La rabbia dei commercianti: «Abbiamo gettato torte e gelati». L’Enel si scusa: «Due guasti di fila»
PESCARA. Una ad una ha preso le torte conservate nel frigorifero della pasticceria, pronte per essere vendute, e le ha gettate via. Nella pattumiera. Stessa cosa per altri dolciumi e per le materie prime. Una notte e una giornata da dimenticare per Maria Cristina Trabucco, titolare della storica pasticceria Marzoli di via del Santuario, rimasta senza energia elettrica per quasi 12 ore. Stessa cosa per altre attività e per i residenti di questa strada e di largo Madonna che hanno vissuto una Odissea simile. E il bilancio è drammatico, da mettere le lacrime agli occhi.
Mentre cestina tutto ciò che non potrà vendere né usare, Trabucco racconta come è andata. Erano le 22.30 di martedì quando è cominciata la disavventura. «La luce è andata via ed è tornata prima di mezzanotte, me ne sono accorta da casa, qui vicino. Alle 2.15 ho notato che era andata via di nuovo, tant’è che le telecamere della pasticceria rimandava immagini nere». Sono cominciate le segnalazioni del guasto, a ripetizione, al numero 803500. Oltre quella delle 23.30, ne sono partite molte altre, anche ogni due minuti, fino alle 9.40. «Dicevano che stavano lavorando sul guasto, sono arrivati i messaggi di presa in carica. Ma qui la luce è tornata solo alle 10.30 mentre il messaggio di risoluzione del guasto non è arrivato. Ho buttato crema, uova, margarine, gelato, capricci, crema caffè, mignon, torte, cornetti. Oggi non abbiamo niente di fresco da vendere, restiamo chiusi. Se ne riparla domani. Una giornata persa, migliaia di euro di danni, ma lo avevo capito dalle 3, quando sono venuta a lavorare, nonostante le rassicurazioni sui lavori in corso».
A poca distanza da lì Marco Mambella, del forno Mambella, ha gli spazi espositivi praticamente vuoti. Niente pane, è riuscito a sfornare solo un po’ di quello integrale e poco altro. E alle 12 di ieri stava per mettere in forno gli impasti che aveva pronti. «Ora li uso, ma già so che non venderò niente». Una beffa, se si pensa che Mambella e i suoi dipendenti erano sul posto di lavoro «a mezzanotte, e dopo 30 minuti la luce è andata via. Ho segnalato il guasto e aspettato che mi segnalassero il ripristino, ma l’energia è tornata solo alle 11.30, un’ora e trenta dopo l’annuncio della avvenuta riparazione. Più di un giorno di lavoro perso per il pane e per la produzione di dolci. Non mi piace ridurre tutto a una quantificazione di danni perché non è solo un problema economico ma di servizio, che è mancato alla clientela, e ci dispiace per chi oggi non ha trovato niente. Chiederemo i danni, se possibile, perché non può esserci questa noncuranza. Al telefono ci hanno detto che c’era una squadra all’opera, ma evidentemente non era così».
Tra le segnalazioni partite anche quella della pescheria Il Battello. «Siamo stati avvisati nel cuore della notte dalla pasticceria Marzoli», spiega Ursula Di Giovanni, «e abbiamo segnalato due volte il guasto perché ci era arrivato un messaggio di emergenza superata, ma la corrente non era tornata. Avevamo tutte nelle celle frigorifero, per cui il prodotto non si è rovinato. Ci è andata bene, per ora nessun danno». Serrano Capodicasa, del Bar del Santuario, ha realizzato subito che «qualcosa non andava, martedì sera, perché la luce andava e veniva. Poi questa mattina alle 6 mi sono accorto di quello che era successo. Ho buttato dei gelati e cercato di salvare il salvabile portando via il pozzetto e attaccandolo altrove».
E-Distribuzione, dal canto suo, precisa, di essere «intervenuta prontamente per attuare le manovre necessarie a rialimentare i clienti interessati dal disservizio, qualche centinaio». Ma poi «si è verificato un nuovo guasto che ha interessato la stessa infrastruttura di rete e ha richiesto un intervento tecnico di alcune ore necessario a ripristinare la fornitura elettrica». Da E-distribuzione, le «scuse per il disagio arrecato».

