Negozi storici in Abruzzo Ecco tutti gli aiuti previsti

29 Febbraio 2024

Il Consiglio dei ministri dà l’ok alla norma regionale voluta dal centrodestra Prevede fondi per interventi di restauro e conservazione di locali e attrezzature

L’AQUILA. Il Consiglio dei Ministri ha confermato la validità della recente legge della Regione Abruzzo dedicata alla valorizzazione dei negozi storici.
Il testo della norma è stato ritenuto compatibile con l’ordinamento nazionale e con i principi costituzionali e si è ritenuto di non impugnarne il contenuto.
La legge promuove la conoscenza e la valorizzazione delle attività commerciali del territorio abruzzese: negozi che costituiscono testimonianza della storia, dell'arte, della cultura e della tradizione imprenditoriale locale e che si svolgono in locali o aree aventi valore storico, artistico, architettonico ed ambientale.
Sono diverse le attività che vengono previste a supporto dei “negozi storici”, dalla promozione di interventi di restauro e conservazione dei locali e delle attrezzature al sostegno di interventi di sviluppo, innovazione e miglioramento della qualità dei servizi. Il testo fornisce la definizione di negozi storici, individua i requisiti per il riconoscimento e disciplina il procedimento per la concessione e l’uso di uno speciale logo.
Quali sono, in dettaglio, gli aiuti previsti? «Sostenere il passaggio generazionale e la trasmissione di impresa per favorire la continuità della gestione ed il rilancio occupazionale, nonché l'inserimento lavorativo dei giovani; favorire l'associazionismo locale per la promozione della cultura d'impresa; difendere e sostenere il patrimonio storico attraverso la valorizzazione delle attività che ne mantengono integra la memoria».
Questi primo punti della norma. Ma l’elenco è lungo.
«Sostenere interventi di restauro e conservazione di beni immobiliari, insegne, attrezzature, macchinari, arredi, finiture e decori originali legati all'attività storica; sostenere interventi di sviluppo, innovazione e miglioramento della qualità dei servizi, per consolidare la competitività e il posizionamento sul mercato dei negozi storici in un’ottica di integrazione tra storicità e modernità; accrescere l’attrattività dei centri urbani e dei luoghi storici del commercio, valorizzando le vie storiche e gli itinerari turistici e commerciali, ivi comprese le periferie nelle quali hanno sede attività storiche; favorire, sostenere e valorizzare la promozione e l'utilizzo di prodotti agroalimentari di provenienza regionale».
Per attuare questi obiettivi la Regione: può concedere contributi anche a fondo perduto ai titolari dei negozi storici iscritti nell’Elenco regionale; può prevedere specifiche agevolazioni per l’accesso al credito, anche attraverso convenzioni con gli istituti bancari; può individuare, con legge di stabilità dei singoli esercizi finanziari, forme di agevolazione in materia di tributi regionali; promuove accordi con i Comuni, sentite le associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative per i settori del commercio e dell’artigianato, per la riduzione di imposte, tributi o tariffe comunali gravanti sui negozi storici iscritti nell’Elenco regionale».
E ancora: «La Regione determina criteri di premialità nell'ambito dei bandi regionali relativi all'innovazione, valorizzazione e tutela delle imprese sul territorio, con particolare riguardo ai bandi regionali finalizzati all’informatizzazione digitale; e promuove nei circuiti turistici l'Elenco regionale dei negozi storici».
Gli interventi possono essere finanziati anche con Fondi europei. Toccherà alla Giunta regionale provvedere agli adempimenti correlati agli obblighi in materia di aiuti di Stato. Mentre, dal canto loro, le attività che hanno ottenuto contributi oppure agevolazioni grazie a questa legge voluta dall’esecutivo uscente sono vincolate per almeno tre anni al mantenimento della destinazione d’uso dei locali.
In caso contrario: «Nei confronti dell’attività che abbia ottenuto contributi o agevolazioni è disposta la revoca degli stessi con il conseguente obbligo di restituzione delle somme già percepite». Infine la Giunta, dispone la norma, «definisce annualmente le misure di sostegno nei limiti delle risorse disponibili nei capitoli di bilancio della Regione». (l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.