Negozianti in rivolta per il supermarket

Petizione con 55 firme contro il nuovo sito della grande distribuzione, va deserto il Consiglio chiamato a votare il progetto
PESCARA. Si allarga la protesta contro la realizzazione di un supermercato di medie dimensioni al posto del parcheggio coperto di via Bologna. Ieri mattina, una delegazione di commercianti della zona, approfittando della convocazione del consiglio con all’ordine del giorno il progetto del supermarket, si è presentata in Comune per annunciare una petizione contro l’opera. Sarebbero state già raccolte 55 firme per chiedere all’amministrazione di bloccare l’apertura in città dell’ennesimo colosso della grande distribuzione.
Ma il consiglio comunale non si è tenuto. Nonostante le forze di maggioranza avessero già concordato di rinviare l’apposita delibera sull’immobile di via Bologna, molti consiglieri non si sono presentati all’appuntamento. Così, ieri mattina intorno alle 10, quando il segretario generale ha fatto l’appello in aula, erano presenti solo 9 consiglieri di maggioranza, contro gli 11 necessari per rendere valida la seduta. Ovviamente, l’opposizione è uscita dall’aula per far mancare il numero legale e l’assemblea civica è saltata.
Subito dopo, la conferenza dei capigruppo si è dovuta riunire per fissare le nuove date di convocazione del consiglio. Il progetto del supermarket dovrebbe essere discusso giovedì 17 maggio. Ma la protesta non si placa. I commercianti che stanno raccogliendo le firme temono che un altro colosso della grande distribuzione possa tagliargli le gambe e far precipitare gli affari dei piccoli negozi al dettaglio della zona. Ma anche all’interno del consiglio comunale ci sono voci contrarie al progetto. In particolare, il centrodestra e il Movimento 5 Stelle che preannunciano battaglia. Le consigliere M5S Enrica Sabatini ed Erika Alessandrini hanno già presentato un emendamento per far decadere l’apposita delibera che contiene la richiesta della società International real estate society per la realizzazione del supermercato.
«Il Movimento 5 Stelle», ha detto la Alessandrini, «ribadisce la totale contrarietà al cambio di destinazione d’uso della struttura di via Bologna, sia per questioni legate alla legge regionale numero 11, del 2008, sul commercio, sia rispetto al pubblico interesse che non ci sembra sussistere». Il riferimento della consigliera è alla diatriba su quale legge debba essere applicata per consentire la realizzazione del supermarket. C’è chi sostiene, come l’Avvocatura comunale, che prevalga quella nazionale più permissiva e chi invece quella regionale, che pone precisi vincoli sull’insediabilità urbanistica, riferita al settore commerciale, e sulle eventuali deroghe in materia. «Il recupero di un edificio non utilizzato e l’assunzione di personale, che in delibera sono riportati come elementi di pubblico interesse», ha affermato la Alessandrini, «sarebbero validi anche nel caso si rispettasse la legge regionale e cioè creando due diverse sedi commerciali da 600 metri quadrati l’una».
«Un investimento imprenditoriale fallimentare portato avanti da un privato», ha aggiunto la consigliera del Movimento 5 Stelle, «non può gravare sulle spalle dei cittadini di Pescara ed è compito degli amministratori salvaguardare il pubblico interesse sopra ogni altra considerazione e fare in modo che le leggi valgano sempre, allo stesso modo, per tutti». «La sinistra», ha concluso, «affronti il problema e decida che tipo di politica commerciale e dei flussi di traffico vuole portare avanti nel centro della città. La destra, che ha già avuto in commissione tutti i chiarimenti richiesti, sia da parte dei tecnici, che dell’Avvocatura, prenda una posizione chiara».
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