Negozio di scarpe svuotato Secondo furto in due mesi

SAN GIOVANNI TEATINO. Un altro furto, un’altra battuta di arresto. È dura per Alessandra Patriarca, la commerciante che giovedì mattina ha scoperto di essere stata nuovamente derubata nel suo negozio...
SAN GIOVANNI TEATINO. Un altro furto, un’altra battuta di arresto. È dura per Alessandra Patriarca, la commerciante che giovedì mattina ha scoperto di essere stata nuovamente derubata nel suo negozio di Sambuceto, “Zabazoque”, nella galleria Karol Wojtyla, come era già accaduto il 13 marzo. Dopo essere stata avvisata dal personale del bar (un cliente ha notato la porta aperta, alle 6), ha trovato il negozio praticamente svuotato.
Nella notte, dopo aver forzato e danneggiato per bene la porta, hanno portato via tutto e cioè circa 200 paia di scarpe, cinte, portafogli, articoli di bigiotteria e perfino attrezzi e giravite usati per fare dei lavoretti sulla merce. Hanno fatto davvero piazza pulita, lasciando solo alcune scarpe, peraltro spaiate perché il secondo pezzo era in vetrina o dentro gli armadi dove erano disposte tutte le scatole. Proprio questo elemento fa ritenere che i ladri siamo stati disturbati da qualcosa, magari qualche rumore che li ha costretti alla fuga, nel timore di essere scoperti e acciuffati. E sono riusciti a far perdere le tracce senza che nessuno vedesse niente anche se in effetti qualcuno ha sentito dei rumori forti, quella notte, attorno alle 2.30, ma nessuno ha approfondito la cosa e soprattutto nessuno si è rivolto alle forze dell’ordine, che avrebbero potuto intercettare la banda.
Lo sconforto è totale, per Patriarca, perché la merce non era assicurata e con i furti ha visto «vanificati» in un battito di ciglia «anni di lavoro».
Ora ha solo una speranza, e cioè di recuperare la merce, o una parte. Si è già rivolta ai carabinieri, per sporgere denuncia, ed è stato effettuato un sopralluogo nell’attività, con i rilievi delle tracce lasciate dai ladri. Immagina che le scarpe rubate, tutte di qualità e di marca (Nero Giardini, CaféNoir, Albano, Melluso e altri ancora), finiscano in qualche mercatino. «Ma non è merce da mercato per cui chiedo a chiunque veda questi articoli sulle bancarelle di segnalarlo. Così come chiedo di segnalare alle forze dell’ordine qualsiasi cosa sia stata vista, quella notte».
Un appello ad «evitare l’omertà: in questi casi è opportuno non fare orecchie da mercante», conclude la commerciante che dopo il furto si è organizzata per attivare un impianto di videosorveglianza. Ma ripartire, dopo questo furto, non è semplicissimo e la preoccupazione sul fronte della sicurezza si fa sentire. «La situazione sta degenerando, e non parlo di San Giovanni Teatino ma del paese in generale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

