«Nei 4 tribunali prorogati personale già operativo»

28 Gennaio 2024

Il vastese Campo (capo dipartimento di via Arenula) inviato dal ministro Nordio: «Assegnazioni provvisorie fino al 2026, ma la scelta finale toccherà alla politica»

L’AQUILA. Quando interviene al microfono il magistrato Gaetano Campo, cresciuto a Vasto, si fa ancora più silenzio nell’aula magna del palazzo di giustizia dell’Aquila. L’attesa – in platea ci sono proprio i magistrati di quegli uffici destinati alla soppressione – è per sapere che fine faranno, dopo il 2026, i tribunali di Sulmona, Avezzano, Vasto e Lanciano, tenuti in piedi – in deroga alla soppressione – grazie al decreto Milleproroghe. L’intervento dell’inviato del ministro Carlo Nordio, incentrato sul quadro nazionale degli organici della giustizia e gli interventi del ministero, nell’ultima parte è stato incentrato sul caso-Abruzzo.
di proroga in proroga
Ma ci sarà la proroga numero 1.001? «Siamo intervenuti in anticipo sull’ultimo termine di proroga», spiega a margine Campo, capo del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del ministero della Giustizia, «proprio per darci tempo, come ministero, di affrontare il tema della revisione della circoscrizione giudiziaria. Un tema che il ministro ha posto come uno degli obiettivi dell’attività politico-amministrativa del dicastero. Si stanno esaminando i diversi disegni di legge proposti dalle forze politiche, e anche da alcune regioni, in parlamento, diretti alla riapertura e alla riorganizzazione dei tribunali. Una riapertura pura e semplice è un passaggio molto complicato, almeno nel breve-medio periodo. È in corso di valutazione una revisione di ciò che era stato accorpato. Gli uffici tecnici del ministero stanno lavorando proprio in questa prospettiva. Esiste un indirizzo politico del governo che intende rivedere la geografia giudiziaria nel senso di migliorare il rapporto di prossimità tra uffici giudiziari e cittadino. Questo è l’obiettivo generale, nell’ambito di esso c’è stata la proroga dei tribunali abruzzesi e di quelli insulari. Gli uffici lavorano per raccordarsi con l’iter parlamentare che avanza in questa direzione».
sì o no?
Anche l’Anm chiede al governo di decidere: sì o no. «Intanto», risponde Campo, «come ufficio dell’organizzazione giudiziaria, abbiamo deciso di assegnare direttamente, anche se non hanno più una pianta organica formale, gli addetti amministrativi alle sedi dei tribunali, in modo da evitare i passaggi tra Chieti, Vasto e Lanciano. Il quadro normativo ci dice che è un’assegnazione provvisoria, fino a quando questi tribunali saranno in piedi, però in questo modo cerchiamo di mantenerli vivi assegnando loro direttamente il personale amministrativo in modo che possano gestirlo i capi degli uffici e, laddove ci sono, i dirigenti amministrativi. Questo è già un passaggio importante rispetto alla gestione passata, che almeno assicura una presenza diretta su quel territorio di impiegati amministrativi. Cosa avverrà da qui al 2026? Sono scelte della politica. L’indirizzo del ministro è quello di rivedere l’impianto della geografia giudiziaria, il che non vuol dire riaprire tutto. Rivedere vuol dire pensare a un assetto diverso. Ci sono molte iniziative parlamentari e questo indirizzo del ministro dovrà raccordarsi con il livello che va oltre la sfera amministrativa. Il dipartimento dà un supporto conoscitivo in base alle esigenze del territorio, la domanda di giustizia, il numero di cause, di imprese, di cittadini interessati, l’indice di criminalità. Sono tanti gli indici che vengono utilizzati in maniera organica per fare questo ragionamento. Le mie origini vastesi? Ho chiesto di venire all’Aquila, quest’anno, per tornare in qualche modo a casa. Ero neonato e già vivevo in questa terra». (e.n.)
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