Nei borghi anziani soli a Natale: scatta la solidarietà dei vicini

6 Dicembre 2020

Le iniziative dei sindaci della provincia per aiutare chi è rimasto senza figli e nipoti durante le feste A Brittoli e Pietranico consegna di pacchi alimentari e medicine. A Corvara sperano in un correttivo

SERRAMONACESCA. Senza più cenoni e tavolate di Natale, costretti a rinunciare alle riunioni in famiglia e anche alla tradizionale messa di mezzanotte, gli anziani dei piccoli borghi della provincia di Pescara sono i più penalizzati dall’ultimo Dpcm che impone misure anti Covid più severe in vista delle feste.
Con il divieto di spostamento fra Comuni (fatta eccezione per lo “stato di necessità”), infatti, sulla carta non è possibile neppure raggiungere i genitori anziani soli. Ma la stretta voluta dal Governo per evitare nuovi focolai in famiglia rischia di ripercuotersi sui nonni che, in queste ore, si preparano a fare i conti con un Natale anomalo, più solitario senza il vociare dei nipoti per casa e senza scambi di regali con figli e parenti. Eppure è proprio nei piccoli Comuni al di sotto dei mille abitanti che sopravvive quella solidarietà genuina tra vicini di casa e anche tra sindaci e persone fragili, bisognose di aiuto, già provate fisicamente e psicologicamente dalla pandemia. Una rete di vicinato che diventa fondamentale specie durante le feste e che, con piccoli gesti come pacchi alimentari o medicinali consegnati a domicilio, un dolce o una bottiglia di vino lasciati fuori la porta di casa o una chiacchierata al balcone, mantenendo rigorosamente le distanze, ha l’effetto di far sentire meno soli migliaia di anziani delle comunità montane costretti quest’anno a un Natale blindato.
Come a Brittoli, dove il sindaco Gino Di Bernardo si sta adoperando come può per mantenere in vita un po’ di spirito natalizio tra i suoi 268 abitanti, nonostante la paura dei contagi e le restrizioni in atto. O a Pietranico (467 residenti) dove l’amministrazione, attraverso il Coc, sta provvedendo a distribuire medicinali e generi alimentari a chi vive solo. «Qui nelle piccole comunità montane la solidarietà non manca», rimarca Di Bernardo, «lo dimostriamo ogni volta che c’è un’emergenza, come nei casi di maltempo. Sarà così anche durante le feste. Gli anziani sono ovviamente i più a rischio in questo periodo, ma non saranno lasciati soli. Quelli che sono in quarantena vengono aiutati con la consegna di buoni spesa o medicinali. Avevamo addobbato la piazza in vista della messa di Natale, con le renne e altri soggetti natalizi per la celebrazione all’aperto, ma poi è subentrata la rassegnazione dopo i tanti casi di Covid e i decessi che ci sono stati in paese».
«Laddove non possono arrivare i parenti ci pensiamo noi», aggiunge il sindaco di Pietranico Francesco Del Biondo, «perché ci conosciamo tutti e facciamo di necessità virtù. Siamo a disposizione delle famiglie per distribuire sia beni di prima necessità o farmaci o per altri aiuti o esigenze di carattere personale. Il Coc resterà attivo, ma è importante attenerci alle regole e alle disposizioni. Condivido le restrizioni, sono fondamentali per non rischiare di vanificare gli sforzi fatti».
La solidarietà sopravvive anche a Serramonacesca (539 persone). «Anche se non trascorreremo il Natale con i parenti», spiega il sindaco Franco Marinelli, «il disagio sarà contenuto perché resta forte l’amicizia e la solidarietà del vicinato. Nel momento del bisogno siamo abituati tutti a farci in quattro per gli altri».
E se nel piccolo borgo di Abbateggio (365 abitanti) prevale il senso di responsabilità, con il sindaco Gabriele Di Pierdomenico che conferma come «nonostante in paese ci sia l’abitudine di riunirsi per le festività natalizie con la famiglia, ritrovandosi con i figli, i nipoti e i cugini lontani, quest’anno invece accettiamo di limitarci e rispettare le disposizioni governative, seppur dolorose, perché siamo consapevoli dell’effetto che i nostri comportamenti potrebbero avere sulla salute delle persone care», invece a Corvara, il paese più piccolo della provincia di Pescara con appena 225 anime, il sindaco Guido Di Persio Marganella contesta le scelte del Governo e spera in un correttivo. «Qui tutti si lamentano», ammette, «mia sorella abita a Pietranico, al confine, ma non potrà raggiungerci per le feste. Avrebbero potuto scriverla meglio questa legge, o almeno prevedere delle eccezioni per i piccoli borghi almeno per il giorno di Natale che viene una volta all’anno».
«È un problema che esiste ovunque», ribatte il sindaco di Turrivalignani Giovanni Placido, «ma in questo momento dobbiamo attenerci il più possibile alle regole, anche perché siamo gli unici in zona rossa e non possiamo fare di testa nostra. A casa mia siamo abituati a un cenone con 18-20 persone, ma quest’anno salterà perché è più importante riuscire a venirne fuori da questa pandemia e non tornare a contare i morti».
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