Nei distretti sanitari dieci defibrillatori per il primo soccorso

Gli apparecchi consentono di intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco. Corsi per imparare a utilizzarli
PESCARA. Dieci Dae, defibrillatori semiautomatici, installati nei centri di erogazione servizi, più uno nell'auto aziendale a disposizione delle visite domiciliari.
È con questa imponente dotazione che l'area distrettuale sanitaria di Pescara diventa cardioprotetta.
Ieri mattina Rita Mazzocca, direttore dell'Uoc (Unità operativa complessa) dell'area distrettuale, Mauro D'Agostino coordinatore infermieristico e istruttore regionale Blsd (corsi di primo soccorso), Paolo Zappalà direttore amministrativo della Asl e Lorenzo Sospiri presidente del consiglio regionale, hanno presentato il progetto volto a rendere più sicuri i due distretti sanitari del capoluogo adriatico.
Sei defibrillatori semiautomatici sono stati installati nella sede Pescara nord, nell’ex clinica Baiocchi. Due all'esterno, di fronte agli ingressi; due al piano terra; e due nei piani superiori. Quattro nel centro erogativo in via Rieti: all'ingresso e nei piani superiori. Gli apparecchi, particolarmente semplici e dotati di voce guida, correttamente applicati, permettono di effettuare la diagnosi del ritmo cardiaco e, con messaggio vocale, avvisano l'operatore della necessità di defibrillazione. «Abbiamo individuato i punti strategici nelle due sedi distrettuali, dove si registra un maggiore afflusso di utenza», ha sottolineato D'Agostino, «il progetto ci ha visto impegnati in una serie di esercitazioni per capire le criticità di fronte ai vari scenari di intervento. Da questo studio è emersa la necessità di potenziare la sicurezza attraverso i Dae e la formazione».
Circa 60 persone, tra operatori sanitari e amministrativi dei due distretti, hanno seguito il corso di formazione Blsd, tenuto dagli istruttori regionali forniti dalla locale centrale operativa del 118, per imparare le manovre di primo soccorso e il corretto utilizzo dei defibrillatori. Oltre ai dieci Dae, i due distretti sono stati dotati di sei zaini di soccorso avanzato (tre per struttura) attrezzati con i presidi per la rianimazione, a disposizione di medici e infermieri. «I Dae rappresentano un valido e sicuro salvavita», ha affermato il direttore Rita Mazzocca, «utilizzabile in maniera semplice e intuitiva, in caso di morte cardiaca improvvisa. È ormai provato che l'indice di sopravvivenza dopo un arresto cardiaco tende a diminuire del 7-10 per cento ogni minuto e si riduce quasi a zero dopo dieci minuti. Un intervento tempestivo entro i primi cinque minuti aumenta dal 30 al 50 per cento la sopravvivenza». La morte cardiaca improvvisa colpisce una persona ogni ottocento-mille l'anno e rappresenta oltre il 50 per cento dei decessi per malattie cardiovascolari. In Italia è causa di 50-60mila decessi l'anno e in Abruzzo di circa 1.200-1.400 l'anno. «Ho constatato in famiglia quanto la tempestività faccia la differenza tra vincere o soccombere a un arresto cardiaco», ha dichiarato Lorenzo Sospiri, «è vero che quella del primo soccorso è una cultura che si sta diffondendo, ma non abbiamo ancora una mappatura capillare di tutto il territorio che ci permetta di intervenire con tempestività. La dotazione di dieci Dae, nell'area distrettuale e del personale formato rappresentano un discreto presidio». «Il primo ringraziamento va alla Regione», ha aggiunto il direttore amministrativo Zappalà «e a tutti gli operatori che hanno permesso la realizzazione di questo progetto».
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