«Nel 2017 stop ai divieti di balneazione»

Il piano di Comune e Aca per alleggerire il carico del depuratore. La gestione dell’impianto affidato a una ditta di Assemini
PESCARA. Il primo passo compiuto dall'amministrazione di centrosinistra per superare l'impasse dei divieti di balneazione estivi a ogni pioggia di media e grande portata è la progettazione di tre grandi interventi per alleggerire il carico del depuratore.
In attesa del nuovo impianto, che non sarà pronto prima di due anni, l'obiettivo è riuscire a produrre effetti concreti già da giugno e mettere un'ipoteca sulla buona riuscita della prossima stagione balneare.
Il sindaco Marco Alessandrini, nell'incontro di ieri mattina con il presidente del consiglio di amministrazione dell'Aca, Luca Toro, e la presidente dell'Ente regionale per il servizio idrico integrato, Daniela Valenza, ha annunciato l'anticipo delle somme necessarie per realizzare due vasche di accumulo: la prima di 20mila metri cubi all'altezza di via Raiale, in prossimità del canile municipale, e la seconda di circa 15mila metri cubi in corrispondenza della Madonnina, sulla riviera nord.
Successivamente, si potrà procedere con i lavori di collettamento fognario di alcune aree urbane di San Giovanni Teatino e Spoltore all'impianto di depurazione di contrada San Martino-Salvaiezzi di Chieti Scalo. Questi tre interventi costituiscono il cardine dell'intesa siglata tra le tre amministrazioni pubbliche per migliorare l'efficienza tecnica dell'attuale impianto di depurazione e garantire lo stato di salute delle acque del fiume e del mare. Il budget complessivo è di 30 milioni di euro di risorse regionali. In attesa del nuovo depuratore, il Comune di Pescara si farà carico della progettazione delle vasche e del collettore, l'Aca sarà il soggetto realizzatore e l'Ersi, l'ente di controllo.
«Chi ha responsabilità di governo», sottolinea Alessandrini, «deve agire e non limitarsi agli slogan. Noi lo stiamo facendo rompendo un'inerzia durata troppo tempo». In parallelo con il primo stralcio del piano regolatore portuale che prevede il taglio di 70 metri della diga foranea, si procederà con la realizzazione delle due vasche di accumulo delle acque di prima pioggia. L'intento è alleviare la pressione che, in caso di precipitazioni abbondanti, mette in crisi l'intero sistema poiché i reflui non trattati vengono sversati direttamente dal depuratore al fiume e, da qui, arrivano al mare, determinando i fastidiosi divieti di balneazione di 48 ore a ogni acquazzone. Nelle prossime settimane il Comune rinnoverà l'intesa con la capitaneria di porto per il monitoraggio degli scarichi lungo il fiume.
«Se avessimo avuto un commissario straordinario», precisa Alessandrini, «come avevo richiesto alla Regione e al governo Renzi, le procedure sarebbero state più snelle. Ma data l'incertezza politica, non è stato possibile. Opereremo lo stesso, attraverso un'intesa che impegna la filiera e le risorse disponibili». «E' una corsa contro il tempo», dice il vice sindaco Enzo Del Vecchio, «siccome non vogliamo ritrovarci in una situazione come quella degli anni precedenti, abbiamo anche in animo di interessare il prefetto per avere un'accelerazione dei tempi per gli atti amministrativi e tecnici».
Come previsto dal testo unico in materia ambientale, l'Ersi sarà l'ente di controllo che veglierà sul progetto definitivo e convocherà la conferenza di servizi. L'Aca, invece, punta a riprendere in mano la gestione autonoma del depuratore a partire dal 2018. Ma. nel frattempo, per il 2017 sarà l'impresa Entei Spa di Assemini, in provincia di Cagliari, a occuparsi dell'impianto e a assorbire le otto persone della ditta Di Vincenzo. La gara è stata infatti aggiudicata per un importo di 322mila 714 euro.
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