Nel 2018 l’apertura del museo d’arte con il placet di Forte
L’arcivescovo in visita nel cantiere dell’ex Banca d’Italia La collezione dell’imprenditore Di Persio donata alla città
PESCARA. Una visita d'eccezione in un cantiere. Monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, si è soffermato lungamente ieri nel palazzo della ex Banca d'Italia di viale D'Annunzio, dove è partita una caccia contro il tempo per completare i lavori di ristrutturazione e conversione della struttura in museo e riuscire ad aprire nel 2018.
Ad accoglierlo, c'erano i proprietari dell'immobile, i coniugi Venceslao Di Persio e Rosanna Pallotta, i collezionisti pescaresi che hanno acquistato e stanno riqualificando a proprie spese l'edificio perché possa essere destinato a una prestigiosa funzione culturale, un museo, gestito da una fondazione, che esponga la loro preziosa raccolta di capolavori d'arte pittorica dell'800 italiano e francese - con particolare attenzione alla pittura napoletana - messa insieme in trent'anni di ricerche e acquisizioni in tutto il mondo.
Opere di maestri esposti nei più importanti musei mondiali, come Courbet, Daubigny, Mancini, Morelli, De Nittis, solo per citarne pochissimi, di inestimabile valore, che saranno fruibili dalla collettività grazie alla disponibilità dei Di Persio, come ha sottolineato anche monsignor Forte nell'incontro con la proprietà, le professionalità e le maestranze coinvolte nel progetto e nel cantiere.
«Mi sembra un edificio ideale per questa destinazione», ha esordito Forte, «si trova in una posizione ottimale, in una bella zona vicina alla cattedrale di San Cetteo». Forte ha visitato tutti i livelli dello stabile, mentre il mecenate Di Persio illustrava i particolari progettuali. «Qui si lavora molto velocemente e sono certo che presto il museo dei coniugi Di Persio e Pallotta vedrà la luce; d'altronde, è la preoccupazione principale di Di Persio, lui ha una mania per l'arte», ha commentato il monsignore, suggerendo anche l'importanza di realizzare una sala per conferenze nell'ambito della struttura espositiva. «La città di Pescara, grazie a questo nuovo riferimento culturale, avrà un notevole valore aggiunto» ha evidenziato Forte, soddisfatto perché si sia finalmente dato avvio al cantiere, già a buon punto, con apertura prevista entro il 2018. Dopo varie peripezie, recentemente, grazie a nuove posizioni espresse da Soprintendenza e Comune di Pescara, si è potuti partire con il cantiere e Pescara vede sempre più come una realtà quel sogno caldeggiato da tante personalità della cultura e delle istituzioni cittadine e non solo. «Spero che questo luogo, che sarà uno scrigno di bellezza, possa essere presto aperto e visitato», ha detto Forte, «e benedico tutti quelli che stanno lavorando in questo cantiere, contribuendo alla nascita di un posto in cui splende la bellezza di Dio, attraverso le opere degli artisti e di chi le ha messe generosamente a disposizione della collettività».

