Nel palazzo della vergogna: la bomba sociale in pieno centro

20 Giugno 2021

Il consigliere regionale Pettinari (M5S) torna a richiamare l’attenzione sulla struttura in totale degrado «Rifiuti lanciati dal balconi, spaccio e rumori a tutte le ore: via gli abusivi e subito un presidio di polizia» 

MONTESILVANO. Montagne di rifiuti, insetti, scritte sui muri, odore nauseabondo, balaustre pericolanti e ferri arrugginiti. Sembra di essere sul set di un film dell’orrore e invece è “semplicemente” il palazzo di via Lazio 61, l’edificio di Villa Verrocchio che ospita le case popolari del Comune di Pescara. Un edificio dove la sporcizia e l’abusivismo regnano sovrani con buona pace dei legittimi assegnatari degli alloggi, ormai quasi tutti rassegnati a vivere in un luogo che, in termini di degrado, non ha nulla da invidiare alle Vele di Scampia.
L’indegno biglietto da visita è rappresentato dal cortile esterno dove le discariche abusive si susseguono lungo tutto il perimetro dell’edificio, tra rifiuti ingombranti, sacchi dell’immondizia maleodoranti, vetri e quel che resta dei roghi appiccati ciclicamente proprio a ridosso dello stabile noto ormai come “palazzo della vergogna”. La situazione non migliora di certo entrando all’interno del condominio, dove si è accolti da un portone rotto, due ascensori malmessi, di cui solo uno funzionante, e sporcizia che accompagna il “visitatore” ad ogni piano, in un crescendo di indecenza.
I corrimano sono ricoperti di ruggine, il pavimento deteriorato e sudicio, mentre sui muri, a macchie di ogni genere, si alternano frasi di amore e rabbia, coperte solo parzialmente da rattoppi posticci di vernice. A ogni piano fanno “bella” mostra di sé porte e portoni diversi tra loro, chiusi alla buona con catenacci e lucchetti che rivelano le occupazioni abusive messe a segno nel corso degli anni. Non mancano le abitazioni vuote, una delle quali, proprio a metà percorso, dove la porta leggermente accostata lascia fuoriuscire un odore nauseabondo dovuto a resti di cibo dove gli insetti e i piccioni banchettano indisturbati.
Salendo le scale il degrado non diminuisce ma, al contrario, raggiunge il suo apice proprio all’ultimo piano per arrivare al quale è necessario fare lo slalom tra oggetti abbandonati e sporcizia. È da qui che si accede ai due terrazzi il cui utilizzo sarebbe interdetto da due cancelli che, con gli anni, sono stati a loro volta danneggiati e che consentono a chiunque di avere una visuale non solo sull’intera città di Montesilvano, ma soprattutto sugli oggetti abbandonati o semplicemente parcheggiati dai condomini più incivili. Decine di biciclette, probabilmente rubate, si affiancano a materassi, assi di legno, mobili, valigie e agli immancabili sacchi dell’immondizia. Per non parlare del locale che un tempo era utilizzato come palestra e che oggi è inaccessibile per la discarica che con gli anni è comparsa al suo interno.
Ad accendere i riflettori sul degrado del palazzo di via Lazio è stato ancora una volta, ieri mattina, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari che, raccogliendo le ennesime proteste dei residenti del palazzo e, soprattutto, di quelli delle abitazioni limitrofe, ha lanciato un nuovo appello ai due Comuni di Montesilvano e Pescara affinché intervengano il prima possibile. «È una situazione che davvero ha raggiunto il limite», attacca Pettinari. «Una bomba sociale e igienico-sanitaria all’interno di un palazzo che sicuramente sarà pericolante dal punto di vista strutturale. Oltre ai rifiuti, addirittura lanciati dai balconi, i cittadini lamentano spaccio e rumori molesti a tutte le ore. Chiedo ai due Comuni di provvedere immediatamente allo sgombero degli abusivi e al trasferimento dei legittimi assegnatari, così come sollecito la presenza di un presidio fisso delle forze dell’ordine per limitare gli episodi di criminalità».