«Nel progetto di accoglienza emporio solidale e mensa»

7 Aprile 2017

MONTESILVANO. Emporio solidale, mensa per i poveri e accoglienza dei migranti fanno parte di un’unica grande progettualità nell’ambito delle politiche sociali. A chiarirlo è il vice sindaco Ottavio...

MONTESILVANO. Emporio solidale, mensa per i poveri e accoglienza dei migranti fanno parte di un’unica grande progettualità nell’ambito delle politiche sociali.

A chiarirlo è il vice sindaco Ottavio De Martinis in replica alle rimostranze del gruppo #Montesilvano2019 in merito allo stanziamento, nel bilancio di previsione, di 150mila euro per l’adeguamento di immobili dedicati al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).

«Se la realizzazione di tali servizi a supporto dei cittadini che quotidianamente vivono grandi disagi, e che per diversi motivi non sono in condizione di provvedere al proprio sostentamento non ha fini sociali, allora ce lo spieghino i consiglieri cosa significa aiutare le persone in difficoltà», commenta De Martinis ricordando come il progetto della mensa e dell’emporio annunciato nel 2015 sia stato semplicemente integrato con lo Sprar. Un sistema di accoglienza dei migranti che «non è un semplice dormitorio per migranti», commenta il vicesindaco, «ma un piano articolato e strutturato per la loro integrazione socio-lavorativa e abitativa, con attività e servizi di accoglienza, ma anche di orientamento, accompagnamento legale e mediazione interculturale, realizzato con fondi statali».

Interviene nella polemica anche il consigliere Mauro Orsini: «Ritengo sia un atto di irresponsabilità politica creare allarmismo sullo sbarco dei profughi da parte di alcuni consiglieri che paventano in maniera strumentale l’ingresso incontrollato di immigrati in ogni angolo della città», commenta. «Per salire alla ribalta delle cronache, questi politici fomentano la rabbia contro la pubblica amministrazione che si limita invece a rispettare le leggi comunitarie e nazionali. Ma in questo modo il rischio è di creare barriere facendo leva sull’attuale situazione di disagio economico e sociale che vivono tanti cittadini italiani. Gli stessi che, magari», conclude Orsini, «si sentono legittimati a sfogare la propria rabbia contro i più deboli». (a.l.)

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