Nell’Abruzzo da zona gialla 36 comuni ancora a rischio

22 Aprile 2021

Tra i centri più grossi spicca Giulianova, migliorano invece Celano e Mosciano: ecco l’elenco Domani l’Unità di crisi decide le nuove aree rosse. Ma il Pescarese ha dati da fascia bianca

PESCARA. I dati dell'emergenza migliorano giorno dopo giorno e l'Abruzzo, come più di metà del Paese, si appresta a passare in zona gialla, anche se l'ufficialità si avrà solo domani. I numeri, in realtà, lo avrebbero consentito già da settimane, ma il Governo per aprile aveva eliminato la zona gialla. Se domani la Cabina di regia nazionale certificherà, con il nuovo monitoraggio settimanale, l'uscita dell'Abruzzo dall'arancione, gli esperti dell'Unità di crisi regionale torneranno invece ad analizzare la situazione territoriale. In un contesto caratterizzato da un trend complessivo favorevole, non mancano territori in cui il quadro resta allarmante. Ci sono infatti località che, da lunedì, quando scatteranno le prime riaperture, rimarranno in zona rossa. Al momento le maggiori restrizioni riguardano 28 comuni, ma sono complessivamente 36 i centri sotto osservazione, che rischiano la zona rossa.
LA SITUAZIONE. A conferma di quanto la situazione stia migliorando velocemente c'è l'incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti, uno dei parametri principali utilizzati nelle valutazioni degli esperti e su cui si basano l'introduzione e la rimozione delle restrizioni. A livello regionale il dato scende ai valori più bassi dall'inizio dell'anno e arriva a quota 100, a fronte di una soglia di allarme fissata a 250, oltre la quale scatta la zona rossa. Se i numeri scendono ovunque, la situazione migliore è quella della provincia di Pescara, che ormai da una settimana registra il dato più basso d'Italia: l'incidenza è pari a 44. Basti pensare, per avere un termine di paragone, che il decreto nazionale, con un dato regionale inferiore a 50, prevede la zona bianca.
Segue la provincia di Chieti, che scende a 83. Poi, con numeri più alti, ma comunque lontani dal livello di guardia, ci sono il Teramano (133) e l'Aquilano (140). Proprio nelle province di Teramo e L'Aquila si trovano i 28 comuni al momento in zona rossa: otto nella prima e venti nela seconda.
A RISCHIO. Dall'analisi dei numeri aggiornati a ieri emerge quali sono le località in cui la situazione è allarmante e che, da lunedì, rischiano di finire o di rimanere in zona rossa.
Saranno infatti determinanti i dati di oggi e quelli di domani, quando, come ogni venerdì, si riunirà l'Unità di crisi per fare il punto e stabilire le nuove misure. Situazione allarmante, ad esempio, a Carunchio, dove addirittura il 3,8% della popolazione ha contratto il Covid-19 negli ultimi sette giorni. Dati altissimi, con percentuali che oscillano tra l'1,5 e il 2%, anche a Cappadocia, Montenerodomo e Capitignano. Situazione preoccupante, poi, a Oricola, Palena, Torano Nuovo, Gessopalena, Monteodorisio, Tornareccio e Canzano. C'è però da dire che nei piccoli centri i numeri assoluti dicono poco, perché le percentuali si basano comunque su un numero limitato di casi: è quindi fondamentale valutare il contesto in cui si sono sviluppati i contagi. Tra i paesi più grandi sono a rischio Trasacco, Pizzoli, Capistrello, Balsorano e Civitella del Tronto.
OLTRE SOGLIA. Per quanto riguarda i comuni già in zona rossa, sono numerose le località in cui i numeri continuano a crescere o, comunque, restano al di sopra delle soglie di allarme. C'è, ad esempio, Giulianova che, entrata in zona rossa solo ieri, ha un'incidenza superiore a 250 casi per centomila abitanti e che rischia di peggiorare prima che si vedano gli effetti delle maggiori restrizioni. I numeri non scendono, inoltre, ad Ancarano, Barisciano, Morino, Luco dei Marsi, Ocre, San Pio delle Camere, San Vincenzo Valle Roveto e Torricella Sicura (quest'ultima in zona rossa da ieri). Ci sono, poi, alcuni comuni che sono al limite dei livelli di guardia: Carsoli, Magliano de' Marsi, Castellalto (in zona rossa da ieri) e Civitella Roveto.
CHI MIGLIORA. Tra i centri in cui sono in vigore le maggiori restrizioni, non mancano, ovviamente, le località in cui le regole più rigide stanno dando risultati. Spicca, ad esempio, Avezzano, dove l'incidenza settimanale scende, seppur lentamente, ed arriva a 183. All'esito delle valutazioni degli esperti, il capoluogo marsicano potrebbe uscire dalla zona rossa. La situazione, inoltre, migliora a Celano, a Mosciano Sant'Angelo, a Nereto, a Campli, a San Demetrio ne' Vestini e a Roccacasale. A Navelli, poi, la rapida diffusione del virus sembra essersi arrestata: nell'ultima settimana non ci sono stati nuovi casi.
MAPPA DEL CONTAGIO. Per avere un'idea della circolazione del virus sul territorio c'è anche un'altra mappa, quella relativa al numero dei contagi comune per comune dall'inizio di aprile. Ovviamente non è detto che i centri con più casi rischiano la zona rossa, perché la diffusione dei contagi va rapportata al numero degli abitanti. In testa alla classifica c'è L'Aquila, con 332 casi emersi in 21 giorni. Seguono Avezzano (295), Vasto (214) e Pescara (210). Il capoluogo adriatico, ad esempio, a dispetto dei numeri è una delle grandi città italiane che vanta un trend assolutamente favorevole: l'incidenza settimanale, pari a 39, è al livello più basso mai registrato negli ultimi mesi. Bassissimi anche i numeri di Chieti, che dal primo aprile conta solo 57 contagi. Per quanto riguarda i piccoli centri, spiccano i 35 casi di Castellalto, i 34 di Morino, i 31 di San Vincenzo Valle Roveto, i 28 di Barisciano, i 24 di Carunchio e i 20 di Ancarano e San Demetrio ne' Vestini.