Nell’anniversario di Flaiano ecco le prime novità del Premio

5 Marzo 2022

Nel giorno in cui si celebra la nascita del celebre sceneggiatore, la presidente della Fondazione svela: vogliamo organizzare una settimana in più di cinema, dopo la cerimonia del primo weekend di luglio

PESCARA. Una settimana in più per celebrare il genio di Flaiano attraverso il linguaggio cinematografico oltre le serate di premiazione, le ormai tradizionali parate di stelle che rappresentano il cinema internazionale, la tv, il giornalismo, il teatro e poi la narrativa e l’italianistica. Sarà un’edizione dei Premi Internazionali Flaiano ancora più incardinata e incentrata sulla figura dell’intellettuale di Pescara di cui quest’anno, a novembre, ricorrerà il cinquantesimo anniversario della morte. E oggi, nel giorno in cui invece si celebra l’altra ricorrenza dello scrittore e sceneggiatore, nato nel capoluogo adriatico proprio il 5 marzo del 1910, la presidente della fondazione, Carla Tiboni fa qualche anticipazione sulla 49ª edizione della manifestazione internazionale. Sui nomi c'è ancora il massimo riserbo, ma i contatti sono serrati per portare in città, come sempre, personaggi di peso nel primo weekend di luglio. «Stiamo ragionando con gli impegni di questi artisti per la premiazione», annuncia Tiboni. «In quel periodo ci sono molti set attivi, ma stiamo lavorando a pieno ritmo».
Ciò che è certo, sin da ora, è che sarà «un premio con una connotazione ancora più marcata di Flaiano», chiarisce. Il focus sarà sul Flaiano sceneggiatore, sfaccettatura della sua carriera che lo ha visto lavorare al fianco di registi di peso, da Mario Monicelli a Eduardo De Filippo, da Dino Risi a Federico Fellini solo per citarne alcuni. «C’è una collaborazione che si è intensificata con il ministero degli Esteri che ha istituito un premio per gli under 35 che usano le nuove tecnologie e i social, per girare corti», anticipa. «Questo ci consentirà di costruire un premio ancora più moderno. Vogliamo organizzare un post Flaiano, con una settimana in più di cinema, dopo le premiazioni. Stiamo pensando di ingrandire il Flaiano come evento estivo e di renderlo ancora più importante, ma soprattutto, stiamo cercando di avvicinare sempre di più le persone e le nuove generazioni al cinema».
Una missione portata avanti quotidianamente nel Mediamuseum, dove quasi ogni mattina scolaresche affollano le sale della struttura per scrivere sceneggiature e girare piccoli corti, e che verrà ulteriormente amplificata con la realizzazione del progetto di riqualificazione di tutto il museo, oggi possibile, grazie all’ottenimento di un finanziamento da 1,9 milioni di euro. La ricorrenza della nascita di Flaiano è anche l’occasione per Carla Tiboni di «rileggere “La guerra spiegata ai poveri" in questo momento storico, drammaticamente attuale. Una riflessione sulla guerra, sulla follia che la alimenta e su chi la subisce, impotente. Il 10 maggio 1946 Flaiano presentò la sua prima opera teatrale al teatro Arlecchino di Roma (oggi è il teatro Flaiano) davanti a un pubblico di soli amici, attori e intellettuali, tra i quali c'erano i giovanissimi Vittorio Gassman e Anna Maestri. Questo straordinario atto unico esamina la guerra attraverso alcune figure simboliche: un presidente, un generale, un perito religioso, una signora, un ministro, un ambasciatore del nemico e un giovane che non vuole combattere. Il sogno di potere passa in modo feroce, da un personaggio all’altro, e con esso la logica economica della produzione industriale legata alla guerra. Per Flaiano la genesi della guerra è umanamente stolta, ma gli interessi sono nelle mani di pochi, che si arrogano il diritto di decidere di chi diventa carne da cannone, i poveri appunto».