Nell’inchiesta su Becci spunta un carabiniere indagato per falso

27 Marzo 2015

Il presidente della Camera di commercio querela il militare che finisce sul registro degli indagati Il pm: la ditta del costruttore non si è aggiudicata appalti a Rosciano come riferito dall’investigatore

PESCARA. Da un lato il presidente della Camera di Commercio Daniele Becci è indagato per un appalto ad Ateleta – con il fratello Andrea e l’ex tecnico del comune di Ateleta Mario Crivelli – e dall’altro sul registro degli indagati è finito uno dei carabinieri che ha lavorato alle indagini su Becci. Per il maresciallo del comando di Caramanico l’accusa è di falso, per aver fornito – secondo il pm Giuseppe Bellelli – informazioni false ai colleghi di Ateleta sulla ditta di Becci e gli appalti a Rosciano.

E’ stato lo stesso presidente, nella sede della Camera di commercio, a illustrare la seconda inchiesta, quella che formalmente ha preso il via dalla denuncia di suo fratello, un fascicolo costola che ha fatto esclamare a Becci: «Un funzionario dello Stato dovrebbe verificare».

Cosa c’entrano i carabinieri di Ateleta, di Caramanico e la ditta di costruzioni di Becci? L’inchiesta per turbativa per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per Becci, suo fratello Andrea e l’ex tecnico Crivelli, in passato sindaco di Sant’Eufemia, è nelle mani della procura di Sulmona e dei carabinieri di Ateleta. I militari, durante le indagini su un appalto da 800 mila euro per il completamento delle rete idrica di Ateleta, hanno chiesto ai carabinieri di Caramanico di approfondire un punto, di accertare quale fossero i rapporti tra la ditta di Becci e il Comune di Sant’Eufemia di cui era stato sindaco Mario Crivelli per vedere, quindi, quale fosse il legame tra i due. Il carabiniere si mette all’opera, va dal sindaco di Sant’Eufemia Francesco Crivelli (non indagato, ndr) e, ascoltato dal pm, spiega di aver saputo dal sindaco «in forma confindenziale» che all’epoca in cui Mario Crivelli era responsabile a contratto del Comune di Rosciano «l’impresa Becci si era aggiudicata due appalti». Quelle «confidenze» finiscono nell’informativa girata ai colleghi di Ateleta «per offrire un ulteriore spunto investigativo», aggiunge però il militare di Caramanico, «uno spunto da approfondire».

Trascorre il tempo e Becci riceve l’avviso di conclusione delle indagini e, tramite il suo legale, avvia le sue indagini perché, contrariamente a quanto sostenuto dall’accusa tra lui e l’ex tecnico Crivelli non c’era nessun rapporto stretto ma, come Becci ha detto ieri, «ci siamo incontrati solo qualche volta». L’inchiesta bis prosegue e il pm Bellelli chiama in veste di testimone il sindaco Crivelli che alla domanda su quella «confidenza» resa al maresciallo risponde: «Non posso confermare degli appalti della ditta Becci, saranno stati pettegolezzi o voci di popolo. E’ stato un dialogo da ricondurre da chiacchiere da bar». Chiuse le indagini, il carabiniere di Caramanico è finito sul registro degli indagati per aver «indotto in errore la stazione dei carabinieri di Ateleta» perché, come aggiunge l’accusa, «la ditta Becci non si è aggiudicata nessun appalto al Comune di Rosciano».

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