Nella bara vestito di bianco Così sarà sepolto Antonio

Tanti rom in coda all’obitorio. Anche da fuori regione per confortare la famiglia Alle 15 i funerali in piazza Marconi a Montesilvano. Corteo da casa dei Bevilacqua
PESCARA. Antonio è vestito di bianco, nella bara. E la mamma Maria gli parla come se fosse ancora vivo, come se lui possa risponderle. La donna, distrutta dal dolore, spera che l’incubo possa finire da un momento all’altro. E si lascia sfuggire che avrebbe preferito vedere il figlio in carcere, piuttosto che dentro quella bara.
La famiglia Bevilacqua non si dà pace per la terribile fine di Antonio, 21 anni, uno degli eredi di Vincenzo, capostipite della famiglia rom arrivata a Montesilvano nel 2005, da Potenza. E anche amici e parenti sono allibiti, senza parole. Dopo l’omicidio del giovane, ucciso con un colpo di fucile in un pub di Montesilvano, molti componenti della famiglia sono arrivati a Pescara da fuori regione e ieri le visite in obitorio sono state ininterrotte. Ma è impossibile confortare la madre di Antonio, il fratello Costantino, la sorella Elvira e la moglie Gabriella. Nessuno riesce a darsi una spiegazione per questa morte assurda. Come è possibile, si chiedono i Bevilacqua, che Antonio sia stato ucciso solo per un insulto, solo per aver alzato la voce con qualcuno? E comunque, dice chi viveva con lui, nessuno poteva avercela con lui al punto da volerlo morto.
Ieri è mancato il padre, tra i tanti che hanno salutato Antonio per l’ultima volta. L’uomo è in carcere, a Pescara, dove sta scontando una pena di 18 anni per un omicidio avvenuto nel 1999. Ma ha incontrato Antonio solo poche ore prima del delitto di via Verrotti. I due si sono abbracciati venerdì, quando Vincenzo è uscito dalla casa circondariale per un permesso premio di sei ore, il primo dopo molti anni trascorsi in cella, a San Donato. Antonio era felicissimo e la famiglia ha festeggiato questo momento di libertà di Vincenzo riunendosi a pranzo in un ristorante di Pescara. Nessuno dei Bevilacqua avrebbe potuto immaginare che di lì a poco Antonio sarebbe morto. Che il sorriso che lo accompagnava sempre si sarebbe spento in un pub di Montesilvano dove ha incontrato degli amici e ha bevuto birra con loro. Oggi Vincenzo dovrebbe esserci, se sarà accolta la richiesta di permesso per partecipare ai funerali del figlio. La bara del giovane lascerà l’obitorio per raggiungere l’abitazione della famiglia, in via Piemonte 15, a Montesilvano. E, da lì, si snoderà un corteo, accompagnato dalla banda, per raggiungere la chiesa di Sant’Antonio da Padova, sempre a Montesilvano, in piazza Marconi. Lì si svolgerà la cerimonia funebre, alle 15, con l’ultimo saluto al 21enne. Che era già diventato papà e lascia una bimba, Maria, di pochi mesi.

