«Nella Lega c’è chi cerca voti per gli altri»

9 Dicembre 2023

D’Incecco all’attacco dopo gli addii e i passaggi con FdI: ci siamo liberati delle zavorre, andrà meglio

PESCARA. «Zero catene. Alla Lega, certe persone non le trattiene nessuno». Vincenzo D’Incecco, consigliere regionale della Lega, ci mette la mano sul fuoco: «So benissimo che nella Lega c’è qualcuno che lavora per altri partiti: invito queste persone ad andarsene il prima possibile. Se un consigliere fa campagna elettorale per un altro partito e lo fa sottobanco perché dovremmo tenercelo noi? Persone così dovrebbero avere la dignità di andare via. Senza problemi per nessuno: io sono per la libertà di scelta». In un grumo di mesi, la Lega di Pescara ha perso un consigliere regionale (Luca De Renzis è passato con FdI), il vice sindaco (anche Gianni Santilli si è accasato con FdI), due consiglieri (Cristian Orta e Mauro Renzetti, adesso entrambi con FdI) e l’assessore al Turismo di Montesilvano Deborah Comardi (anche lei migrata in FdI). «Ho chiaro il quadro delle persone che non lavorano con trasparenza», osserva D’Incecco, «c’è chi indossa la casacca della Lega per opportunismo ma gioca su 13 tavoli politici differenti e questo è un problema».
Dopo l’uscita di Comardi, ma senza fare nomi, D’Incecco ha affidato il suo sfogo a Facebook: «Il processo di “liberazione” della Lega pescarese continua ed io direi “per fortuna”. Manca ancora qualcuno, poi saremo pronti per depurarci definitivamente e partire alla grande con tutti coloro che hanno realmente qualcosa da dare. Le cose migliori nascono in queste occasioni». Secondo il post del consigliere, il caso non sarebbe ancora chiuso: da qui alla presentazione delle liste non sono escluse sorprese e giravolte.
D’Incecco pensa alla fisica applicata alla politica: «È come il principio dei vasi comunicanti», dice, «se ne vanno situazioni negative per fare posto ad altre positive. Chi non vuole stare con la Lega, è bene che se ne vada, così finalmente si chiariscono gli equivoci. Mi auguro che questo processo si concluda presto. E comunque, queste persone erano fuori dal partito da tempo e non costruivano più niente, né presenza né adesioni sul territorio».
Gli ultimi addii sono una ferita ancora aperta e riaprono una lite, sempre soffocata come brace nascosta sotto un velo di cenere, tra la Lega e FdI: «Io penso al mio partito e non agli altri, abbiamo tante potenzialità», assicura D’Incecco, «siamo il secondo partito della coalizione di governo e i sondaggi ci danno numeri più alti delle politiche dell’anno scorso. Ci sono persone che negli anni passati, all’epoca del 27%, sono salite sul carro della Lega e adesso saliranno su altri carri: funziona sempre così e non vale soltanto per noi».
Nelle stanze della politica, c’è chi dice che anche Ottavio De Martinis, sindaco di Montesilvano e presidente della Provincia, potrebbe lasciare la Lega per approdare in FdI: «Su questo non mi esprimo e non dico niente. Parlo a livello generale e dico che ci sono persone che non vogliono stare nella Lega e altre che ci stanno per convenienza ma l’obiettivo di un partito è fare chiarezza perché, se vanno via le zavorre, si avvicineranno altre persone, più volenterose e pronte a impegnarsi con determinazione che altrimenti sarebbero frenate. La nostra forza sarà di non commettere più l’errore di caricare tutto e il contrario di tutto perché poi tutto e il contrario di tutto si scioglie. In un partito è normale che ci siano visioni diverse ma bisogna lavorare insieme e, per questo», conclude, «dobbiamo candidare soltanto persone che ci credono». (p.l.)