Nella terra di mezzo del Monte Genzana

Verso la vetta partendo da una frazione di Scanno
di GIUSI PITARI
La cresta del Monte Genzana offre i più bei panorami sulle catene montuose della regione: è infatti una “terra di mezzo” tra due Parchi, quello d’Abruzzo, Lazio e Molise e quello della Majella. L’escursione parte da una piccola frazione di Scanno, Frattura, a 1260m di altitudine ed è facile, gratificante e generosa. Il paese è esposto a Sud, come il sentiero che porta fino ai 2170m del Monte Genzana ed è quindi percorribile anche negli inverni miti come quelli degli ultimi anni. La montagna non è ricoperta di vegetazione e dai 1700m circa si estendono vasti prati dove oltre agli animali al pascolo non è raro incontrare branchi di cervi. Si possono ammirare i cerbiatti durante le loro corse, mentre odorano l’erba e si guardano attorno e quei prati immensi sembrano il parco giochi degli animali selvatici. La cresta infatti è una bella e lunghissima passeggiata su un enorme terrazzo verde dove corrono veloci i cavalli, i cervi e gli escursionisti, tutti assieme, liberi, complici, amici. In inverno, nelle giornate limpide lo sguardo arriva lontanissimo, fino all’infinito e si possono contare ad una ad una tutte le cime d’Abruzzo: a sud il Monte Greco e il Pratello, ad ovest le Mainarde e le vette della riserva integrale della Camosciara, in primo piano il Monte Godi, il Monte Marsicano e la Montagna Grande di Scanno, ad est la Majella con il suo Morrone e il Monte Rotella di Pescocostanzo, a nord il Gran Sasso, a nord-ovest il Velino e il Sirente.
L’escursione inizia su una lunga carrareccia dal paese di Frattura, verso sud . Dopo circa 3 km si va per uno stretto valloncello e a circa 1800m si punta verso la cresta a nord dove l’affaccio sulle lastre di roccia della Serra Leardi vale tutta la gita. Da qui comincia il passeggio che porta presto sulla cima del Monte Genzana (2 ore e 30 da Frattura) e poi ridiscende verso il Monte Rognone: per tutto il tempo si è paralleli alla meravigliosa Montagna Grande di Scanno e i pensieri cominciano a correre anch’essi liberi mentre respirano l’aria sottile dell’Appennino abruzzese.
Si ridiscende appena prima della vetta del Monte Rognone e c’è una sorpresa finale: il paese vecchio di Frattura. Una meraviglia che appare a fine escursione, al tramonto: un borgo dove il tempo si è fermato, l’acqua scorre pulita dalle fontane, alcuni piccoli orti sono rigogliosi, le strade sono prati, molte case sono diroccate e della chiesetta si può suonare la campana.
La Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio è un corridoio ecologico tra due Parchi ed ha permesso nel 2013 all’Orsa Peppina, una delle orse girovaghe dei Parchi d’Abruzzo, di spostarsi proprio nella Riserva e poi, divenuta una celebrità a Pettorano sul Gizio, di andarsene sulla Majella. I corridoi e le reti ecologiche sono vie preferenziali preziose per permettere la sopravvivenza di specie che altrimenti scomparirebbero. I corridoi più che nelle case servono al mondo per collegare territori, per facilitare gli spostamenti e renderli sicuri, per salvare vite.
Ci vorrebbe un mondo con più corridoi e meno stanze chiuse, come in montagna.
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