Nelle aziende scatta il piano dei risparmi: sì ai turni accorpati

21 Ottobre 2022

Cgil, Cisl e Uil chiedono al prefetto un incontro con i sindaci Pagliuca (Confindustria): è ora di puntare sulle rinnovabili

PESCARA. Se questa estate Confindustria segnalava un aumento del costo del gas del 227% e del 174%, per la luce, con un più 277% per il trasporto dei containers, da allora la situazione «poteva solo peggiorare» e ora «resta grave» per cui «ogni azienda, anche per il settore attività, adotta delle misure di contenimento delle spese, che sia una rivisitazione dei turni o la richiesta di cassa integrazione». Ma, dice il presidente di Confindustria Chieti-Pescara Silvano Pagliuca, non può sfuggire che «il 7 ottobre la Grecia ha coperto il suo fabbisogno di elettricità interamente con fonti rinnovabili per 5 ore consecutive. Questa è la direzione giusta, va perseguita la strategia delle rinnovabili, vanno sbloccate le richieste in tal senso». E se si deve pensare a chi e come sostenere le imprese, «tutti devono avere un ruolo attivo», dice, «ognuno deve dare il suo contributo», tra gli enti, «e dobbiamo remare tutti dalla stessa parte».
Un primo segnale drammatico, c’è già stato, mesi fa, alla Ico di Alanno, che ha interrotto la produzione perché era diventata anti-economica per i costi energetici. Ma c’è anche chi, più di recente, ha deciso di cambiare l’organizzazione del lavoro aziendale, accorpando i turni, per ridurre le spese. Conseguenze del caro-bollette che portano i sindacati a chiedere l’intervento delle istituzioni, primo tra tutti il prefetto Giancarlo Di Vincenzo al quale sarà «sollecitata da Cgil, Cisl e Uil la costituzione di un tavolo con la partecipazione dei Comuni più rappresentativi per valutare le iniziative da intraprendere», annuncia il segretario della Cgil Luca Ondifero. «Ci sono imprese di piccole dimensioni che stanno subendo aumenti notevoli, da 2 a 5 volte», sottolinea Ondifero chiedendo «interventi per calmierare le bollette, magari basandoci sul consumo dell'anno scorso. Si può pensare», dice, «a una misura per compensare la differenza di importo tra il 2021 e quest'anno» e l’appello riguarda «tanto le istituzioni locali quanto il governo». Se propone di «calmierare le bollette con effetto immediato», è perché non si arrivi a «strozzare i cittadini: quelli poveri, disoccupati, fragili, le famiglie e le imprese», aggiunge il sindacalista che teme «la perdita di posti di lavoro. Al di là delle strumentalizzazioni, il caro energetico impatta in maniera pesantissima sul sistema produttivo. Si può pensare a un Pnrr energetico, e serve una strategia per fermare la guerra. A livello locale si deve prevedere qualcosa, in maniera straordinaria, anche se i Comuni hanno poche risorse», conclude Ondifero, «preoccupato per le dichiarazioni del sistema delle imprese su chiusure e ridimensionamenti». Stessa preoccupazione da parte di Franco Pescara che, a capo della Cisl, registra i tentativi delle aziende di spendere meno, «riducendo i turni di lavoro, magari accorpandoli, incidendo così sull’accensione dei riscaldamenti», ma il problema è che «la politica sta facendo ben poco. Manca chi deve darci una mano, per ridurre le bollette» e non è detto che debba intervenire solo il governo perché «anche i Comuni possono abbattere le aliquote Irpef, ad esempio, e ridurre le tariffe, e mi riferisco ai costi dei parcheggi. Alla Regione abbiamo chiesto, invece, di non far pagare il bollo, per dirne una, ma non sono arrivate risposte». Il primo effetto negativo potrebbe essere «la cassa integrazione ma per ora segnali forti non ci sono e le aziende continuano ad avere richiesta di prodotti».
«Servono interventi strutturali e non una tantum», osserva dalla Uil Fabiola Ortolano, anche lei preoccupata perché «oltre ai rincari che ci sono già stati, altri arriveranno con in freddo. Ora che siamo nella fase di ripresa post Covid si rischia di atterrare le attività» visto che «preferiscono lavorare meno per non pagare le bollette. Ma il lavoro non può essere improduttivo», dice la rappresentante della Uil. «Le macro iniziative devono arrivare dal governo ma abbiamo chiesto un incontro con la Regione. E i Comuni devono aiutare le famiglie usando i fondi del sociale. La proposta della Uil è di defiscalizzare aumenti salariali e tredicesima».