Neo laureati, quei genitori non dimenticano

Consegna del Premio Avus: vince la tesi di Pizza sulla capacità delle comunità a reagire a una catastrofe
L’AQUILA. Oggi alle 15 nell’aula magna “Alessandro Clementi” del Dipartimento di Scienze umane in viale Nizza si terrà la cerimonia di premiazione della nona edizione del “Premio Avus”, istituito dalla onlus “Avus 6 Aprile 2009”, con il supporto dell'Università dell’Aquila, del Gran Sasso science institute (Gssi) e di Sigea (Società italiana di geologia ambientale), per ricordare le studentesse e gli studenti universitari fuori sede deceduti la notte nel terremoto. Il premio è rivolto alle neo laureate e ai neo laureati che abbiano discusso in un ateneo italiano una tesi di laurea magistrale sugli aspetti ingegneristici, sociali o economici collegati alla gestione e alla prevenzione del rischio sismico e alla resilienza delle popolazioni dei territori. La commissione scientifica ha decretato miglior tesi lo studio del dottorando Marco Pizza dell’Università Insubria di Varese-Como intitolato “La resilienza nell’Alta Valle del Calore in Irpinia a 41 anni dal terremoto del 1980”. Le tesi vincitrice, come si legge nelle conclusioni, esamina come a 41 anni dal sisma dell'Irpinia e Basilicata del 23 Novembre 1980, le comunità di Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Castelfranci e Montella (Avellino) «abbiano vissuto e saputo reagire all’evento. La resilienza, e cioè la capacità di riprendersi dopo un evento fortemente impattante, è stata vissuta come un lungo e difficile percorso».
Nella tesi si ricostruisce «l'impatto del terremoto sulle comunità e sulle singole persone» e si dà spazio «a quella serie di interventi che sono stati mirati alla gestione della fase dell'emergenza, al recupero e alla ricostruzione dei paesi, degli spazi comunitari, dei beni storici e architettonici e dell'equilibrio all'interno della comunità stessa. Un processo, quello della ricostruzione, a ben vedere lungo, complesso e articolato, conclusosi per la maggior parte nell'arco di più di un trentennio, ma che ancora non è completamente terminato. Il terremoto del 1980 è stato un evento che ha indubbiamente focalizzato l'attenzione su come, in un territorio fortemente sismico come quello italiano, non si fosse ancora sufficientemente attrezzati a fronteggiare simili eventi. Da allora molto è cambiato con l'adozione di piani urbanistici, nuove tecniche costruttive degli edifici, nuove attrezzature per fronteggiare le emergenze, maggiori conoscenze per la definizione del rischio sismico».

