«Nessun taglio ai Comuni e opere pubbliche sfumate»

9 Novembre 2024

Carla Zinni (Enti locali di FdI) smonta una per una le accuse lancia da Ali «La loro è solo una strumentalizzazione politica contro il governo Meloni»

«Nonostante le difficoltà e la burocrazia ministeriale, i Comuni sono il livello di governo più avanti nell’attuazione delle misure Pnnr». Carla Zinni, responsabile regionale Enti locali per Fratelli d’Italia smonta e rimonta la polemica sul Pnrr definendo quella messa in piedi da Ali Abruzzo «un intervento senza altra prospettiva se non la strumentalizzazione politica di alcune questioni».
L’associazione che raccoglie le autonomie locali abruzzesi aveva denunciato due giorni fa almeno 80 progetti Pnnr abbandonati dai comuni per carenza di fondi e personale tecnico. Chiedendo alla politica di accelerare i tempi di rimborso delle somme anticipate dai Comuni soprattutto di quelli con meno di 15mila abitanti. Pronta la replica della Zinni che riveste anche la carica di vice sindaco al Comune di Casalbordino. «Non v’è dubbio che possono esservi delle difficoltà, ma come viene riconosciuto da tutti, il Pnnr è la testimonianza che questo Paese può farcela, che una “missione impossibile” per il Paese si realizza, nonostante tutto. Perché è un metodo che va conservato, preservato, e certamente ancora migliorato. Un metodo per la realizzazione degli investimenti pubblici, un metodo nei rapporti con l’Unione Europea, e con la Commissione, un metodo di condivisione dei problemi e delle soluzioni con i livelli di governo centrale e locale e i tanti soggetti dello Stato che hanno un ruolo nell’attuazione dei piani di investimento e che vede protagonista l’Anci»
IL SOSTEGNO DELL’ANCI. «Non si può non rilevare l’enorme e costruttivo lavoro che l’Anci sta facendo per sostenere i Comuni nell’attuazione degli investimenti del Pnnr. I cantieri nelle città lavorano a pieno regime: i dati Siope ci dicono che i pagamenti per investimenti comunali nel 2023 corrispondono a 16,3 miliardi, con un raddoppio rispetto al 2017. Cosa voglio dire: che nonostante le difficoltà e la burocrazia ministeriale, i Comuni sono il livello di governo più avanti nell’attuazione del Pnnr. E se tutto ciò è stato possibile, è anche per la disponibilità che questo governo ha dato alla risoluzione di tante difficoltà».
LA REPLICA SUI RITARDI. «È stato questo Governo a volere e ad attuare l’anticipazione al 30 per cento, mentre prima era del 10 per cento, vorrei informare il direttore di Ali sul fatto che esiste una norma nella legge di conversione del cosiddetto decreto omnibus di quest’estate, voluta dal Governo, che, per assicurare la liquidità di cassa necessaria per i pagamenti di competenza dei soggetti attuatori degli interventi del Pnnr, prevede che le Amministrazioni centrali titolari delle misure provvedono al trasferimento delle occorrenti risorse finanziarie, fino al limite cumulativo del 90% del costo dell’intervento a carico del Pnnr, entro il termine massimo di trenta giorni dal ricevimento delle richieste di trasferimento delle risorse. Attendiamo il decreto attuativo ma credo sia un ottimo risultato che possa risolvere i problemi della liquidità di cassa soprattutto per i piccoli Comuni».
CARENZA DI PERSONALE. «Le difficoltà sul personale esistono, non v’è dubbio. Nel Direttivo di Anci si è deciso di chiedere un correttivo della norma prevista dal disegno di legge di bilancio che prevede un ritorno al turnover al 75% consentendo deroghe per determinate figure professionali come maestre, vigili urbani, assistenti sociali. E non va dimenticato che la norma del ddl di bilancio applica il turnover solo nel 2025. Non è una norma a regime.
PIATTAFORMA REGIS. «Tutti sappiamo che ci sono difficoltà nel suo utilizzo, ma l’obbligo di avvalersi della Piattaforma Regis è antecedente al Governo Meloni e l’unico approccio serio e costruttivo può essere quello di lavorare costantemente al supporto e all’assistenza tecnica per migliorarne l’accesso soprattutto per i Comuni più piccoli. La semplificazione dei processi amministrativi è un obiettivo condiviso: possiamo lavorare assieme su questo, tenendo conto che in materia di rendicontazione degli investimenti Pnrr, è l’UE ad imporre caratteristiche, strumenti e metodi».
CHIAREZZA SUI TAGLI. «Sulla spesa corrente non ci sono tagli in questa legge di bilancio, ma accantonamenti che è possibile utilizzare l’anno successivo anche per la riduzione di disavanzo. Si può discutere della loro entità e provare a chiedere una mitigazione degli stessi, ma non chiamiamoli tagli, per favore, perché le risorse rimangono nei bilanci dei Comuni, non vanno allo Stato. È ovvio che anch’io avrei preferito non ci fossero, ma», conclude Zinni, «le regole del nuovo patto di stabilità imponevano una riduzione del nostro deficit pubblico e ai Ministeri è stato chiesto un sacrificio ancora maggiore di quello dei Comuni».
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