Nessuna cerimonia per il 25 Aprile E a Città Sant’Angelo è polemica

La mancata celebrazione della festa della Liberazione, scatena i consiglieri di opposizione Pratense: «A questo punto il sindaco riconsegni la medaglia al valore al presidente Mattarella»
CITTÀ SANT’ANGELO. Il giorno dopo è polemica, a Città Sant'Angelo, per un 25 Aprile trascorso senza alcuna cerimonia. A scatenare il caso è l’opposizione, che accusa l’amministrazione Perazzetti di aver trascurato la festa della Liberazione. «Nonostante i valori della resistenza siano sempre più attuali, a Città Sant’Angelo non vi è stata alcuna celebrazione per questa data», puntualizza in una nota l’esponente locale del Partito democratico, Paolo Pratense. «Abbiamo ricevuto una medaglia d’argento al valore civile perché siamo “paese della gente buona” e per questo dovrebbe esserci un tripudio. Invece l’amministrazione Perazzetti si è limitata a stampare un manifesto».
Quindi va avanti ponendo alcune domande: «Perché tutte le altre iniziative sono state svolte con il coinvolgimento delle scuole, con convegni e deposizione di fiori? Non si poteva svolgere una manifestazione dentro l’ex manifattura tabacchi? Perché per il 25 aprile c'è un silenzio assordante?» s'interroga Pratense. «Eppure», va avanti, «essere antifascisti dovrebbe essere una cosa normale, e un’amministrazione comunale non dovrebbe avere problemi a trasmettere e insegnare i valori cardine della nostra Costituzione». Quindi attacca: «A quanto pare questa amministrazione di destra avrà il prurito nei confronti di tali valori. A questo punto, rinnoviamo un invito: riconsegnate la medaglia al presidente della Repubblica, ci fate più bella figura».
A rincarare la dosa ci pensa poi il consigliere comunale, sempre in quota Pd, Antonio Melchiorre che con un post pubblicato sulla sua pagina facebook aggiunge: «Come si fa a non festeggiare il 25 Aprile, la nostra festa di liberazione, proprio in quest’anno segnato da una tremenda guerra che ci porta con il cuore in Ucraina, dove quel popolo lotta con grande determinazione per resistere e preservare valori come liberà e democrazia», si legge nel lungo testo con cui Melchiorre ha voluto condividere il suo pensiero. «Sono valori per i quali i nostri avi hanno dato la vita, per un’Italia libera e repubblicana». E ancora: «Non tanto come politico e capogruppo consiliare del Pd a Città Sant’Angelo, ma come uomo libero, voglio gridare tutta la mia indignazione. Celebrare i valori della pace e della resistenza significa trasmetterli con forza alle nuove generazioni. Non capire questo...».
I puntini di sospensione con cui Melchiorre ha concluso il post, prima di aggiungere un eloquente «onore ai caduti» non lasciano spazio a interpretazioni. A lui e tutti i componenti dell'opposizione, la linea tracciata dall’amministrazione comunale in occasione della festa del 25 aprile non è piaciuta. E hanno voluto far sentire forte la loro voce.
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