Neve, ambulante rovinato «Al buio e al gelo per giorni»

24 Gennaio 2017

Città Sant’Angelo, l’uomo e la moglie abitano a VIlla Cipressi e vendevano fiori «Ci hanno aiutato ma la merce è distrutta. Non ho nemmeno il cibo per i cani»

SANT’ANGELO. Mentre si torna alla normalità dopo l’eccezionale nevicata e il black out elettrico dei giorni scorsi, si cominciano a contare i danni che l’ondata di maltempo unita alla prolungata assenza di energia ha provocato anche a Città Sant’Angelo. «E sarà un conto salato», assicura il sindaco Gabriele Florindi.

Maurizio Cimini e la moglie Giovina Crognale sono i primi a lanciare l’sos: sono sul lastrico e non hanno più nulla se non una nidiata di cani a cui non sanno cosa dare da mangiare. La coppia vive nella contrada angolana di Villa Cipressi, una delle più colpite dai problemi derivati da nubifragi, smottamenti e neve. Sono commercianti ambulanti di piante e fiori, con la loro bancarella sono attivi anche al mercato di San Giuseppe di Pescara e a quello in piazza Michetti a Francavilla. A fianco alla loro casa, al civico 10 di via Fonte Vecchia, hanno un piccolo appezzamento di terra dove tengono, o meglio tenevano, la loro merce coperta da un grande ombrellone: ovviamente gelo e neve non hanno risparmiato una foglia, tutto distrutto. Nello stesso spazio vivono una decina di cani di cui Maurizio e Giovina si curano. «Poveri animali, stavano con noi e in macchina», racconta l’uomo, «è stato terribile. Siamo rimasti senza luce e riscaldamento dall’altra domenica, il 15 gennaio, a sabato scorso, di sera. Giovedì abbiamo chiamato la Guardia nazionale ambientale di Montesilvano. È venuto il dirigente, il signor Luigi Di Benedetto, che non ringrazierò mai abbastanza: ha portato anche la moglie e il figlio per darci una mano. Era venerdì mattina. Ci hanno portato cibo per i cani che hanno pagato di tasca loro, così come la legna per il camino e della pasta per noi, che l’alimentari vicino era chiuso da giorni». E così la coppia e i cani hanno tirato avanti fino a sabato, quando è arrivato il gruppo elettrogeno, «anche se senza carburante», racconta Cimini. Al pieno ha provveduto l’assessore Angelo Ventura.

«E ora che facciamo?» chiede disperato l’ambulante. «Mia moglie non sta bene e ha bisogno di medicine, non ho soldi per ricomprare la merce, l’ombrellone e il banco distrutti. E i miei cani come li sfamo?». Il Comune e la Regione hanno chiesto il riconoscimento dello stato di calamità e presto ci sarà la modulistica per i risarcimenti. Occorrerà ovviamente tempo. «Intanto di noi che ne sarà?» ripete Cimini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA