Nick, un lavapiatti alla conquista di MasterChef Italia

PESCARA. Si è ritagliato un posto nel più ambito chef show italiano e per farlo ha usato soltanto semplicità, umiltà e tanta bravura ai fornelli. È Nicola Dragani, 41 anni, in arte Nick Mallo,...

PESCARA. Si è ritagliato un posto nel più ambito chef show italiano e per farlo ha usato soltanto semplicità, umiltà e tanta bravura ai fornelli. È Nicola Dragani, 41 anni, in arte Nick Mallo, “lavapiatti” pescarese del Caffé delle Merci con l'hobby della musica elettronica, selezionato tra i 18 chef (ora scesi a 12) per partecipare al talent "MasterChef Italia", in onda su Sky Uno. Il programma è alla seconda edizione e sta raggiungendo picchi di share altissimi per la piattaforma Sky: gli episodi sette e otto, trasmessi giovedì, sono stati visti in media da 551 mila spettatori, l’ottava puntata ha raggiunto uno share del 2,52%. L'abruzzese Dragani, superata la prova della Mystery box, nella quale ha preparato “Il fico di mare”, uno dei tre piatti valutati migliori dai giudici Joe Bastianich, Carlo Cracco e Bruno Barbieri, ha poi affrontato l'Invention test dedicato alla lepre e la Sfida esterna, durante la quale i concorrenti hanno dovuto preparare un doppio buffet per gli ospiti del resort Forte Village, a Pula (Cagliari). Il lavapiatti, ora promosso ad aiuto chef, si è dimostrato all'altezza: dopo essere stato scelto dai suoi compagni come leader della squadra Blu e aver dovuto decidere quale concorrente mandare al Pressure test, ha diretto il gruppo in cucina, dando vita a un menù di pesce che è valso la vittoria alla sua squadra, salvata dal pericolo eliminazione.

Perché ha deciso di partecipare al talent show?

«Per la verità è stata la mia ragazza a spingermi, io sono un po' timido e penso che da solo non avrei mai provato. Durante la selezione i giudici mi hanno notato e da lì è nato tutto».

Cosa piace di lei Cracco, Bastianich e Barbieri?

«L'umiltà e la semplicità, in fondo sono le cose che contano in cucina. Per imparare sono partito dal gradino più basso, quello del lavapiatti, mi sembrava giusto così».

Che tipo di cucina è la sua? «Credo sia molto leggera e salutare. Prediligo la frutta, il pesce crudo e la verdura».

Quanto influisce l'Abruzzo sulla scelta di questi ingredienti?

«È fondamentale. Parte tutto da lì: dai miei luoghi, dalle mie origini e poi adoro il pesce». Qual è stata la prova più impegnativa finora?

«Senza dubbio quella in Sardegna. Preparare da mangiare per circa 200 persone in poco tempo è difficile, ma ancora di più lo è saper gestire quella quantità di cibo».

Il compagno più caro e il giudice più severo.

«Ho legato molto con Maurizio, Michele e Paola. Quanto ai giudici, probabilmente il più severo è Cracco, ma è giusto che pretenda qualità. Barbieri è fantastico e Bastianich è molto umano, nonostante a volte lanci i piatti...».

Consiglierebbe la sua esperienza a un aspirante chef? «Certo. È un'esperienza che ti obbliga a a crescere, a creare piatti in pochi minuti e i giudici sorvegliano ogni mossa: è una fantastica sfida con se stessi. Ringrazio di cuore gli abruzzesi che mi stanno sostenendo».

Marinica Rivolta

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