Nicola, la rinascita si chiama Olive

18 Gennaio 2021

Il figlio dei parrucchieri di Castel Frentano è diventato papà: sono stati anni duri

PESCARA. «Sarà difficile spiegare a mia figlia che non potrà mai abbracciare i suoi nonni perché delle persone non hanno fatto il proprio dovere». Nicola Caporale 28 anni, è uno dei due figli di Silvana Angelucci e Luciano Caporale, “i parrucchieri di Castel Frentano” tra le vittime della valanga. ,
La piccola Olive Marie è nata il 26 ottobre scorso in Inghilterra dove Nicola abita oggi con la moglie Amelia. La stessa con cui, dal sedile posteriore della macchina guidata dal padre Luciano, il 2 gennaio di quel 2017 Nicola ride nel video che la madre Silvana riprende con il telefonino mentre insieme cantano la canzone di Arisa, «L’amore della mia vita”. In mezzo, tra quel ricordo e oggi, c’è la morte dei genitori e un percorso di rinascita lungo quattro anni.
Nicola, a chi assomiglia Olive Marie?
Fortunatamente assomiglia alla madre anche se delle volte fa delle espressioni che mi ricorda mio padre.
Come sono stati questi quattro anni?
Dopo l'accaduto, venendo a mancare l'apporto economico che ricevevo dai miei genitori per proseguire i miei studi mi sono dovuto rimboccare le maniche e ad oggi lavoro in uno studio di ingegneria in Inghilterra. Un evento del genere ti fa realizzare, come diceva mia madre, che nella vita bisogna vivere nel presente e non nel futuro. Per questo avevo il desiderio di voler costruire la mia famiglia. Io e la mia ragazza ci siamo sposati a novembre 2019 e poi l’anno scorso abbiamo ricevuto il nostro piccolo angelo.
Che cosa ti è mancato?
Quello che più mi è mancato è poter chiedere un consiglio ai miei genitori quando ne avevo bisogno e poter festeggiare insieme a loro tutti i traguardi che ho raggiunto. Sarebbero stati dei nonni eccezionali, molto presenti anche se distanti. Mia madre avrebbe mostrato a tutte le clienti in salone delle foto della piccola Olive e mio padre ne avrebbe parlato orgogliosamente con tutti. Ma noi le parleremo di loro ogni giorno, affinché non siano mai dimenticati. E io mi riterrei fortunato se fossi solo la metà di quello che erano mia madre e mio padre. (s.d.l.)