Nicola: sogno l’Europa delle patrie e dei giovani

7 Maggio 2024

CHIETI. «Sogno un' Europa delle patrie, vicina ai cittadini, ai giovani e alle aree interne». Nicola D’Ambrosio, candidato alle elezioni europee di giugno con Fratelli d’Italia, nella circoscrizione...

CHIETI. «Sogno un' Europa delle patrie, vicina ai cittadini, ai giovani e alle aree interne». Nicola D’Ambrosio, candidato alle elezioni europee di giugno con Fratelli d’Italia, nella circoscrizione Italia Meridionale, 33 anni, è nato a Bonito e dopo la maturità liceale si è trasferito in Abruzzo.
La sua è una carriera politica iniziata in ambiente universitario dove è diventando leader di Azione universitaria della D’Annunzio di Chieti e Pescara. Un'ascesa che lo ha portato a ricoprire attualmente l’incarico di presidente nazionale di Azione Universitaria. Ieri ha presentato la sua candidatura con i vertici di Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni.
«Sono nato politicamente con Azione universitaria, con la rappresentanza studentesca, ed ora tanti temi del giovanile sono al centro della mia proposta», afferma, «inoltre sono nato in Irpinia e mi sono trasferito da adolescente in Abruzzo: un tema a me caro non può che essere quello delle aree interne, della difficoltà che si incontrano nel portare le istanze di questi territori sui tavoli decisionali della politica. L’Europa è una risorsa perché ci consente di essere competitivi negli scenari globali, ma per troppo tempo è stata attanagliata dalla burocrazia, ed oggi non funziona. Io dico sì ad un’Europa delle patrie, che intendono essere forti sul panorama internazionale, più a contatto con i cittadini».
Lo sguardo rivolto ai giovani e al loro mondo: «Fin dall’inizio dell’esperienza come rappresentante degli studenti, mi sono sentito centrale nei processi decisionali, riguardanti ad esempio i problemi e le esigenze degli studenti. Inoltre, storicamente Azione Universitaria si contraddistingue per offrire ai propri iscritti, l’opportunità di intraprendere un percorso, che man mano culmina nell’impegno politico», evidenzia D'Ambrosio ripercorrendo le tappe che l'hanno portato alla candidatura alle Europee, «come giovane che porta nel cuore la sua terra, sicuramente l’idea è quella di rappresentarla al meglio. Il problema è lo scollamento tra la politica dei grandi, le province e i piccoli comuni delle aree interne come le nostre. Gli stessi cittadini, spesso, non si riconoscono nelle istituzioni percepite come distanti. Mi piacerebbe dimostrare loro che non è così, c’è ancora chi desidera impegnarsi per colmare i divari tra i territori e cambiare le cose».
“Contro i luoghi comuni” è lo slogan scelto per la campagna elettorale: «L’idea è quella di capovolgere completamente la narrazione sui giovani restituendo loro futuro, desideri, speranze: c’è bisogno di riaccendere tutto questo, non di illuderli. Il problema è la crisi della rappresentanza, in tanti fanno a loro modo politica e quando c’è da scendere nelle piazze lo fanno, ma bisogna «che i cittadini si sentano vicini alle istituzioni politiche, realmente coinvolti nelle scelte decisionali e di partecipazione, non demonizzare la politica. Un primo piccolo, ma importante passo per contrastare l’astensionismo involontario è senza dubbio, l’introduzione in via sperimentale proprio in occasione delle elezioni europee, della possibilità per i giovani distanti dal comune di residenza, di poter esprimere il proprio voto compilando la modulistica necessaria».
Per l'Abruzzo e il Meridione D'Ambrosio guarda con occhio attento al potenziamento delle infrastrutture, a rendere più attrattive e appetibili queste zone «contribuendo a farle uscire dall’isolamento che storicamente le caratterizza», al miglioramento della rete stradale «senza dimenticare la digitalizzazione» dice, «oltre alla necessità di valorizzare e promuovere le potenzialità del nostro territorio, mediante investimenti importanti nella filiera agricola e nel turismo, che sono assi portanti dello sviluppo futuro. Sul piano politico, c’è senza dubbio la volontà di costruire una coalizione quanto più forte e competitiva possibile che faccia sentire la sua voce in Europa».(m.p.)
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