Nido privato con pochi iscritti, minoranze all’attacco

SAN GIOVANNI TEATINO. «Il nido comunale non c'è più, ormai è un asilo privato come tanti e nemmeno concorrenziale viste le tariffe. Se il sindaco avesse voluto salvarlo avrebbe dovuto farlo prima....
SAN GIOVANNI TEATINO. «Il nido comunale non c'è più, ormai è un asilo privato come tanti e nemmeno concorrenziale viste le tariffe. Se il sindaco avesse voluto salvarlo avrebbe dovuto farlo prima. Che ne sarà adesso delle maestre?». Con una nota congiunta, i consiglieri dei gruppi di opposizione San Giovanni Democratica (Sgd) e M5s, attaccano la giunta per il nido d’infanzia di via Ciafarda, ex comunale, dopo il crollo delle iscrizioni, per la prima volta nella storia della sscuola, un calo di quasi il 50% che non lascia ben sperare per il futuro del servizio e per il mantenimento dei livelli occupazionali. I consiglieri Pino Costantini, Giulia Parrucci e Cinzia Silvestri (Sgd) con il pentastellato Mario Cutrupi contestano le scelte tardive del Comune per il cambio di gestione di via Ciafarda, un ritardo che, con l'aumento delle rette, ha spinto le famiglie a orientarsi su altri centri privati.
«Abbiamo contestato la scellerata scelta di privare la città di un'eccellenza come il nido comunale» affermano gli esponenti della minoranza «ma la maggioranza ha deciso di andare avanti, nonostante la contrarietà di gran parte della popolazione e dei genitori. La decisione era chiara dall'inizio: il nido si chiude! Davvero illogici i tempi e le modalità con cui questa decisione è stata realizzata. Infatti, al 29 agosto, non si sapeva ancora chi avrebbe fornito il servizio. Avevano garantito migliorie, tariffe più basse e mantenimento di tutti i posti di lavoro».
Il risultato, secondo i quattro consiglieri è sotto gli occhi di tutti: iscrizioni dimezzate. «E allora il sindaco che fa? Va a visitare l'asilo e ribadisce il suo pensiero sui social» chiosano Sgd e M5s. «si rivolge ai genitori e li invita al buon senso e a salvaguardare il nido. Ora dunque la responsabilità sarebbe dei genitori, che non hanno potuto aspettare per iscrivere i bambini o di quelli che si sono impegnati per cercare soluzioni per salvare il nido, o magari di quei 913 che hanno messo la firma sulla petizione a difesa di un servizio eccellente. Forse qualcuno dovrebbe spiegare al sindaco che è troppo tardi! I veri responsabili di questo scempio sono i consiglieri che il 18 luglio hanno alzato la mano per votare a favore della cessazione del servizio di asilo comunale». (g.d.l.)
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