Niente Asl unica regionale Stop al mega ospedale di Chieti

21 Marzo 2019

Il futuro della sanità abruzzese tracciato nella riunione del centrodestra voluta da Marsilio all’Aquila In 90 giorni la nuova giunta ribalterà la rete ospedaliera ridisegnata dall’ex governo di centrosinistra

L’AQUILA. Novanta giorni per cambiare passo. La giunta Marsilio traccia le nuove linee guide della sanità abruzzese. Niente Asl unica regionale. Stop al project financing per il nuovo ospedale di Chieti. Nomina dei nuovi direttori generali dell’Aquila e Chieti entro maggio. E ancora: sulla chiusura del punto nascita dell’ospedale di Sulmona sarà la Asl aquilana a decidere, quindi ci vorrà tempo. Così come per le decine di assunzioni a tempo determinato tocca ai direttori generali dettagliare gli interventi senza sforare i tetti di spesa. Mentre sui Dea di II livello, cioè i due super ospedali specializzati, Pescara-Chieti e L’Aquila-Teramo, il presidente della giunta, Marco Marsilio, chiede tre mesi per decidere. Ma la partita non è affatto chiusa nel senso che la Regione è più che mai convinta a creare i due super ospedali, senza che nessuno dei quattro presidi venga declassato a Dea di I livello.
IL PIATTO È SERVITO. Sono solo alcune delle decisioni prese ieri pomeriggio all’Aquila. E tra queste ci sono soprattutto le risposte che la Regione ha inviato al Mef e al ministero della Salute che chiedevano numerosi chiarimenti. Ma con un dossier di 18 pagine, la nuova giunta li ha già forniti alla vigilia del tavolo di monitoraggio previsto per giovedì 28 marzo a Roma. E ieri il governatore Marsilio, insieme al neo assessore alla Salute, Nicoletta Verì – al quale spetterà il compito di difendere l’Abruzzo a Roma –, e il direttore del dipartimento Salute e Welfare, Angelo Muraglia, questi ultimi di ritorno proprio dalla capitale dove, in mattinata, hanno partecipato alla commissione sanità, ha voluto condividere il dossier-sanità inviato ai ministri Giovanni Tria e Giulia Grillo, con tutti i consiglieri e gli assessori di maggioranza, e con il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri.
La riunione si è svolta nella sede della Regione all’Aquila ed è iniziata intorno alle 16,30. Il Centro ha avuto la possibilità di visionare le 18 pagine del dossier che, in sintesi, traccia le linee guida del nuovo governo regionale in questa materia che incide sul bilancio in modo molto significativo: l’80 per cento della spesa pubblica dell’ente. Entriamo nel dettaglio. Sui bilanci delle Asl e le cifre in rosso, la Regione ha già disposto che le aziende sanitarie (tutte tranne Teramo) facciano la rettifica dei crediti inesigibili, per un importo che sfiora i 28 milioni di euro. Ma il disavanzo, ha sottolineato l’assessore Mauro Febbo, è superiore ai 100 milioni di euro «e lo spettro del commissariamento esiste davvero».
I FURBETTI. Sui Lea (livelli essenziali di assistenza), in particolare sull’assistenza agli anziani non autosufficienti e le cure palliative a domicilio, che risultano sottolivellate, la Regione ha risposto al tavolo di monitoraggio «di aver provveduto alla copertura integrale del fabbisogno autorizzatorio aggiuntivo». Così come è stata attivata la caccia ai furbetti: una maxi verifica «delle esenzioni da reddito indebitamente attribuite», con le quattro Asl abruzzesi già impegnate «nelle azioni di recupero».
Sui Dea di II livello, poi, la maggioranza si è impegnata a soddisfare la richiesta dei due ministeri di «definire la precisa allocazione delle discipline e delle relative strutture (semplici e complesse), anche in funzione dell’area dell’emergenza-urgenza e nel rispetto dei parametri relativi ai bacini di utenza».
SI FARANNO. Significa che non ci saranno reparti-doppioni, ma la strada dei due super ospedali è assolutamente percorribile. Basterà fare le cose per bene, senza fretta e non inseguendo logiche campanilistiche o, ancora peggio, lottizzatorie. Ed è proprio per questi motivi che Marsilio, e l’intera maggioranza, hanno dato pieno mandato alla Verì di formalizzare a Roma la richiesta di «temporeggiare per tre mesi», visto che la nuova giunta si è insediata da poco ereditando il lavoro svolto per cinque anni dal governo di centrosinistra.