«Niente imposte comunali per i negozianti beffati»

29 Settembre 2018

Proposta di Confartigianato per i 26 commercianti rimasti senza indennizzi L’assessore al Bilancio Diodati: «Ipotesi da valutare, ma è colpa della Regione»

PESCARA. Suggerisce di esonerare dal pagamento delle imposte comunali i 26 negozianti beffati dai mancati indennizzi per gli allagamenti del 2013 e del 2015 e mette a disposizione gratuitamente il proprio ufficio legale per valutare i singoli casi. La proposta arriva dalla Confartigianato pescarese, a pochi giorni dal pasticcio denunciato dai titolari delle attività assegnatarie dei rimborsi straordinari per le giornate di maltempo, in virtù del riconoscimento dello «stato di emergenza», ma che si sono viste trasformare le somme già assegnate in un finanziamento a tasso agevolato della durata di cinque anni. Nove mesi dopo l’approvazione in giunta della graduatoria comunale con l’elenco delle attività ammesse ai rimborsi straordinari della Protezione civile per un totale di 1 milione e 253mila euro suddivisi per 26 imprese, adesso per ottenere gli indennizzi i commercianti sono costretti a indebitarsi ulteriormente con le banche. Il presidente e il direttore di Confartigianato Pescara, Giancarlo Di Blasio e Fabrizio Vianale, giudicano l’intera vicenda «una follia, nonché un fatto gravissimo».
«Ma la colpa non è del Comune, piuttosto della Regione», ribatte l’assessore al Bilancio Giuliano Diodati, «i nostri uffici si sono limitati soltanto ad espletare le procedure tecniche richieste dalla Regione per ripartire gli indennizzi. Abbiamo stilato e approvato in Giunta la graduatoria, ma la nostra competenza finisce qui in quanto non si tratta di fondi comunali ma di somme stornate dallo Stato, attraverso la Protezione civile, alla Regione». La proposta lanciata da Confartigianato prevede di far recuperare ai commercianti duramente colpiti dagli eventi calamitosi che si sono verificati in Abruzzo nei giorni 11 e 13 novembre e 1 e 2 dicembre 2013 e nei mesi di febbraio e marzo 2015, le somme dovute esonerandoli dal pagamento delle imposte comunali. Inoltre l’associazione fa sapere che l’ufficio legale di Confartigianato Pescara «è a disposizione di tutti i soggetti coinvolti per una consulenza gratuita sul caso». Diodati apre a questa possibilità, ma avverte: «Da parte mia c’è la piena disponibilità, ma va valutata la fattibilità tecnica con gli uffici».
«La vicenda ha dell’assurdo ed è necessario fare subito chiarezza», sottolineano invece il presidente e il direttore di Confartigianato Pescara, «non si può chiedere alle attività commerciali, già duramente provate dalla crisi economica, di indebitarsi con le banche, perché per molti l’alternativa, se i soldi non arrivano, è la chiusura. Chiediamo alle istituzioni competenti, a partire dal Comune, di fare subito chiarezza e di dare informazioni precise. Nel caso in cui le cose stiano realmente così, è necessario trovare soluzioni urgenti». Di Blasio e Vianale ricordano che «c’è una graduatoria ufficiale con l’elenco delle attività ammesse» e che «per calcolare l’ammontare dei danni erano state eseguite perizie dettagliate, affidate a professionisti del settore, che i commercianti avevano pagato con i loro risparmi».