Niente soldi, gli acquisti si pagano con i beni prodotti

I casi dello stabilimento balneare New Saturno di Pescara e dei negozi gestiti da Graziella Mercogliano a Vasto
PESCARA. «Si tratta di un’esperienza totalmente positiva». Sull’adesione al Circuito Abrex, non ha dubbi Emiliano Di Genova, gestore con il socio Enzo Orsini dello stabilimento balneare di Pescara New Saturno. Una struttura che funziona non solo da stabilimento balneare, ma presso la quale si organizzano numerosi eventi, anche d’inverno, come feste di compleanno per i più piccoli. «Iscriverci al Circuito ci è stato di grande aiuto», racconta Di Genova, «proprio in quanto start up. Ci ha permesso per esempio di approvvigionarci dei prodotti primari, come quelli da bar o da macelleria. L’adesione al Circuito», continua il gestore di New Saturno, «ci ha dato la possibilità di ammodernare tutto l’impianto luce, attraverso un’altra azienda iscritta al Circuito, che si è occupata della fornitura». Ma non è tutto. Abrex, in questa sorta di sistema di mutuo soccorso, ha fatto sì che si ampliasse anche il giro d’affari, come riferisce Di Genova. «Ora i nostri clienti vengono anche da altre città, come, per esempio dall’Aquila».
Il refrain non cambia se ci sposiamo più a sud, a Vasto, dove è attiva un’altra delle 300 imprese che hanno deciso di aderire al Circuito Abrex. «Ho avuto un’esperienza più che positiva», racconta Graziella Mercogliano, titolare di alcuni negozi di abbigliamento e calzature nella città. «Aderendo ad Abrex ho potuto realizzare un nuovo punto vendita, utilizzando alcuni fornitori Abrex». Attraverso i servizi di Abrex, infatti, Mercogliano ha aperto, in piazza Diomede, a Vasto, Medea, un negozio di abbigliamento femminile. «Questa opportunità», osserva Mercogliano, «ci ha dato la possibilità di poter svolgere sia i lavori edìli, sia quelli legati all’illuminotecnica». La titolare di Medea, che, insieme con il marito, gestisce anche Rebus, un negozio di calzature, sempre in Vasto, fa poi notare che dei servizi del Circuito Abrex ha usufruito anche «per i consumi personali, come quelli alimentari. Per esempio quelli della macelleria, degli alimentari, dei panettoni, usati come regali di Natale. Tutto questo», ha proseguito la commerciante, «mi ha acceso un debito, che ho completamente estinto attraverso la merce che commercializzo, ovvero scarpe e vestiti. Ma non solo», sottolinea ancora Mercogliano. «Oltre a tutto ciò, ho acquisito anche clienti nuovi, che prima non facevano parte del mio parco clienti. Sono contenta», insiste Mercogliano, «perché questo sistema mi ha consentito di migliorare la clientela, indirizzando nei miei punti vendita gli iscritti Abrex di piazze anche distanti, che non facevano parte del mio ventaglio di clienti. Tra dare ed avere», ha concluso Mercogliano, «ho movimentato, nel giro di poco più di un anno, quasi 40 mila euro». (VdL)
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