Niente soldi per gli sfratti La Regione: tocca alla polizia

D’Alfonso incontra i residenti di Fontanelle, Rancitelli e via Rigopiano «Non tocca a noi mandare via gli abusivi, provvediamo a sistemare gli alloggi»
PESCARA. «Che si sappia. La Regione non destinerà ulteriori risorse economiche per gli sfratti degli occupanti abusivi poiché essi competono alle forze dell’ordine, che noi vogliamo idoneamente supportare». Il tono del governatore Luciano D’Alfonso non ammette repliche. Pontifica per qualche minuto, saluta e va via.
Mentre sui marciapiedi, davanti il palazzo della Regione di viale Bovio, resta la rabbia degli assegnatari delle case popolari di via Rigopiano, via Caduti per Servizio a Fontanelle e gli inquilini di via Lago di Borgiano( da un anno ospiti degli hotel a spese della Protezione civile), in tutto una trentina di persone, sostenuti nella ennesima protesta in strada dal consigliere regionale M5S Domenico Pettinari che col governatore ha battibeccato più volte nel corso dell’incontro.
«Scandaloso, inammissibile, inaccettabile, finalmente D’Alfonso è uscito allo scoperto. Dopo tante sollecitazioni, lo ha detto ufficialmente che non caccerà più un euro per gli sfratti», è sbottato Pettinari, «in 5 anni ha stanziato solo 200 mila euro, ma i fondi sono importanti perché se non si cacciano gli abusivi, il circolo vizioso della microcriminalità non finirà mai. La Regione deve sbattere fuori di casa gli occupanti non autorizzati».
Tra assegnatari e presidente è stato botta e risposta a più riprese, ma D’Alfonso è stato irremovibile. I cittadini riferiscono, pochi minuti dopo, che «ha minacciato di denunciarci se continuiamo noi a denunciare lui per inadempienze».
Il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo non ha proferito parola. In silenzio e con l’ipad in mano ha registrato, e postato sui social, la rabbia incontrollata dei cittadini di via Rigopiano che si sentono alla deriva e che non vogliono più rivelare nomi e cognomi. «Non ci danno retta, nessuno si occupa di noi, ma continuiamo ad essere minacciati dagli abusivi. Persino i bambini si scagliano contro di noi, quando non vengono lasciati sui balconi nudi , a giocare da soli».
Lara Membrino, fondatrice dell’associazione “Una mano per Rigopiano” riferisce che la battaglia va avanti: «Abbiamo anche chiesto la decurtazione dei consumi legati agli allacci abusivi». Nello Raspa, a capo dell’associazione “Insieme per Fontanelle” rivela che i lavori, più volte annunciati, in via Caduti per Servizio, «non sono ancora iniziati».
A placare la piccola folla inferocita, interviene il segretario particolare del governatore, Enzo Del Vecchio, che spiega ad ognuno: «D’Alfonso non vuole alimentare il mercato degli sfratti perché le politiche degli sgomberi sono fallite. Il deterrente è il controllo del territorio dove la pubblica amministrazione interviene con strumenti collaterali: in via Salara Vecchia arriveranno le caldaie, in via Rigopiano le telecamere e il potenziamento dell’illuminazione. Sulle infrastrutture esterne sono in corso i rifacimenti per complessivi 390 mila euro. Da ex presidente dell’Ater, mai ho visto tanti soldi destinati alle case popolari, dai 5 milioni della Regione per rifare gli alloggi di Fontanelle, Gescal, via Trigno, via Valle San Mauro ai 18 milioni del Ministero da spalmare su altri interventi».
In una nota, D’Alfonso chiarisce che «ogni sfratto costa 15mila euro e noi non vogliamo alimentare un’economia parallela per lo spostamento delle masserizie. Gli sfratti sono di competenza delle forze dell’ordine, verso le quali va il mio rispetto per il lavoro che svolgono; ma esse vanno lasciate fuori dalle vicende della politica e dagli inutili conflitti che sottopone loro la politica. Se le forze dell’ordine avranno necessità di qualcosa, siamo pronti a collaborare. Noi utilizzeremo le risorse per la manutenzione delle case popolari».

