Niente targa al balneatore rapinato in casa

15 Gennaio 2019

«La targa la richiederò anche il prossimo anno, non importa. Ora voglio solo che funzionino le telecamere in città» è la richiesta di Yeru, titolare dello stabilimento Hai Bin insieme al padre Ye...

«La targa la richiederò anche il prossimo anno, non importa. Ora voglio solo che funzionino le telecamere in città» è la richiesta di Yeru, titolare dello stabilimento Hai Bin insieme al padre Ye Liang Shi, massacrato di botte e derubato a dicembre nella sua casa di piazza Primo Maggio. Ci sono tre attività imprenditoriali escluse, tra le trenta premiate dal Comune. Tra esse vi è lo stabilimento balneare Hai Bin, “lungomare” tradotto in italiano. Il locale è stato fondato 35 anni fa da Ye Liang Shi, 74 anni, l’imprenditore cinese che in casa, in pieno giorno e in pieno centro, è stato derubato e picchiato ferocemente da una banda di criminali che, una volta in fuga, è riuscita a sfuggire alle telecamere pubbliche e private in strada e negli edifici circostanti. Ora Yeru, prima ancora di capire perché le è stata negata la targa di attività storica, chiede al Comune il pieno funzionamento delle telecamere.