«Niente zona franca battaglia in Aula»

11 Febbraio 2017

PESCARA. È polemica sul decreto terremoto pubblicato il 9 in Gazzetta. Il testo conferma la bozza diffusa il 2 febbraio, soprattutto nella parte in cui viene escluso la previsione di una zona franca...

PESCARA. È polemica sul decreto terremoto pubblicato il 9 in Gazzetta. Il testo conferma la bozza diffusa il 2 febbraio, soprattutto nella parte in cui viene escluso la previsione di una zona franca per le attivitàò produttive. Il decreto viene considerato insufficiente dalle opposizioni e da molti sindaci del cratere abruzzese. Per Paolo Gatti (Forza Italia), vice presidente del consiglio regionale «il provvedimento non tiene conto della realtà, dei danni subiti dall'Abruzzo e dal Teramano in particolare. Avevamo sperato ci fosse un ravvedimento, anche alla luce della visita lampo di Gentiloni: niente da fare. Ribadisco che appena il decreto approderà in aula per la conversione bisognerà andare a Roma a manifestare sotto il Parlamento». E il deputato dei 5 stelle Gianluca Vacca: (M5s): «Interverremo in Parlamento con degli emendamenti e cercheremo di colmare quelle mancanze che purtroppo rischiano di compromettere irrimediabilmente il futuro del nostro Abruzzo». Intanto i segretari regionali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil Sandro Del Fattore, Maurizio Spina e Roberto Campo, hanno scritto ai parlamentari chiedendo un intervento in aula sulla delibera maltempo del consiglio dei ministri del 20 gennaio. «La drammatica situazione determinatasi in Abruzzo ha un carattere di unicità e merita interventi straordinari che, ad oggi, non sono stati ancora posti in essere dal Governo». I sindacati si dicono preoccupati, perché «non risultano esservi adeguate misure di sostegno al reddito per lavoratrici e lavoratori che sono stati impossibilitati a dare continuità alla propria attività lavorativa. Il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga della Cig in deroga per gli interventi esclusivamente correlati al terremoto con riferimento all'area del “cratere” individuata dal Decreto del 17 ottobre 2016, n 189. Il decreto e lo stesso provvedimento del 20 gennaio non ricomprendono i lavoratrici e lavoratori impegnati nei territori dei tanti comuni abruzzesi non compresi nel cratere e che operano negli appalti di pulizia, di refezione, di servizi nelle scuole o in altre strutture pubbliche e private, dipendenti delle tante imprese impossibilitate a garantire copertura salariale stante la forzata mancanza di attività. Occorre, pertanto, con urgenza, prorogare gli interventi di sostegno al reddito», dicono i sindacati, «a partire dagli ammortizzatori in deroga».