«Nike, non farlo»: protesta a Pescara dei 22 lavoratori

21 Ottobre 2019

PESCARA. La protesta dei lavoratori Nike (in alto, nella foto di Giampiero Lattanzio) si è spostata in piazza Salotto a Pescara, dove ieri mattina i 22 dipendenti messi a rischio dalla chiusura del...

PESCARA. La protesta dei lavoratori Nike (in alto, nella foto di Giampiero Lattanzio) si è spostata in piazza Salotto a Pescara, dove ieri mattina i 22 dipendenti messi a rischio dalla chiusura del punto vendita nell'outlet di Città Sant'Angelo, si sono ritrovati in occasione della Maratona D'Annunziana, per manifestare rabbia e preoccupazione.
"Nike, don't do it" (Nike, non farlo), recitava uno striscione, per parafrasare la celebre frase della multinazionale.
Tanta la solidarietà raccolta dai partecipanti della gara podistica e non solo. Solidarietà che fino a questo momento però non è bastata, tanto che l'azienda lunedì scorso ha ribadito ancora una volta che la decisione è stata preso e non si torna indietro. A dimostrazione di questo, pochi giorni fa è arrivato il primo trasferimento d'ufficio di uno dei dipendenti, direzione Valmontone.
Trasferimento che verrà rifiutato, come assicura il diretto interessato prima che intervenga il sindacalista Davide Urbano della Filcams-Cgil: «Questi non sono dei trasferimenti, ma dei licenziamenti mascherati. Se la Nike ha deciso di chiudere, allora deve avviare la procedura di licenziamento collettivo. Non lo fa perché ovviamente all'azienda costerebbe di più, ma proporre un trasferimento a oltre 200 chilomentri di distanza a lavoratori part-time, senza incentivi o indennizzi, non può trovare altra spiegazione».
E annuncia: «Abbiamo richiesto alla Regione di convocare un tavolo con il presidente Marsilio, gli assessori competenti, l'amministrazione di Città Sant'Angelo, quella dell'outlet e la Nike. Il nostro obiettivo rimane la tutela dei lavoratori».
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