«No al mercatino o blocchiamo la città»

7 Marzo 2017

I commercianti ambulanti in Comune per contestare l’opera per i senegalesi. Il centrodestra presenta 850 emendamenti

PESCARA. I commercianti ambulanti minacciano di bloccare la città, se il mercatino etnico per i senegalesi verrà effettivamente realizzato nel sottopasso ferroviario di via Ferrari. L’avvertimento è arrivato ieri pomeriggio, quando un folto gruppo di rappresentanti della categoria si è presentato in Comune, per un sit-in e per richiedere un incontro al sindaco, in occasione dell’esame dell’apposita delibera in consiglio. Ma il provvedimento è stato poi rinviato a questa mattina.

Gli ambulanti, tuttavia, non hanno rinunciato a dare un primo assaggio di protesta che rischia di estendersi all’intera categoria abruzzese. La manifestazione era stata organizzata dal capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri con una «chiamata alle armi» tramite Facebook.

E la cosa ha funzionato, perché i commercianti sono riusciti comunque ad ottenere un incontro con esponenti della giunta e i consiglieri, durante la sospensione della seduta dell’assemblea civica. I rappresentanti di categoria hanno fatto presente, in particolare, la differenza di trattamento tra loro e i colleghi senegalesi. «Non è giusto che si spendano per un mercatino 250mila euro a favore di coloro che non hanno mai pagato le tasse e hanno svolto attività poco trasparenti quando le bancarelle erano a fianco della stazione», ha fatto presente il presidente dell’associazione Agorà Angelo Bonsignore, «qui c’è una forma di razzismo al contrario. Quando è capitato ad alcuni commercianti italiani di non essere in regola con il pagamento della tassa sul suolo pubblico, il Comune li ha cacciati via. Per gli extracomunitari, che non hanno mai pagato un euro di tassa, si spendono invece 250mila euro». «Inizialmente», ha ricordato Bonsignore, «la spesa doveva essere di 50mila euro, ora è addirittura quintuplicata. Vogliamo le stesse condizioni riservate agli extracomunitari. Se spendono 250mila euro per loro, li devono spendere anche per noi. Se fanno un mercatino per loro, lo devono fare anche per noi». «Perché non li inseriscono nei mercati rionali?», ha osservato un altro commerciante, «loro hanno detto no a questa ipotesi perché, forse, si rendono conto che non potrebbero svolgere le stesse attività di prima». Da qui la minaccia. «Se andranno avanti con questo mercatino etnico», ha avvertito Bonsignore, «saremo costretti a bloccare la città con i nostri furgoni. Lo abbiamo già fatto in passato, in occasione delle transenne allo stadio».

Intanto, il centrodestra si prepara alla battaglia in consiglio. Per fare ostruzionismo alla delibera sul mercatino ha presentato 850 emendamenti. Pronta anche una richiesta di sospensiva, «perché la delibera», hanno spiegato, «dato che prevede impegni di spesa nel 2016 deve attendere il varo del bilancio consuntivo».

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