«No al referendum per la sede della Regione»

19 Marzo 2023

Masci boccia l’iniziativa promossa dal consigliere Costantini: «È fumo negli occhi per non fare nulla»

PESCARA. «La proposta di un referendum è solo fumo negli occhi per fini elettorali. Per comprendere quanto siano vuote e insostenibili le posizioni dei contestatori di ogni ora, dei signori “no a tutto”, di cui, mi dispiace dirlo, il consigliere comunale Carlo Costantini è l’ultimo, basterebbe chiedersi quali soluzioni alternative propongono e capire se sono veramente realizzabili». Sono le parole pronunciate ieri dal sindaco Carlo Masci, riguardo alla proposta lanciata dal consigliere di Azione Carlo Costantini di fare un referendum per far decidere i cittadini se realizzare o meno il palazzo della Regione nell’area di risulta.
«Sull’area di risulta, basterebbe chiedersi cosa hanno proposto e realizzato in 36 anni per eliminare quell'ammasso di lamiere d'acciaio su una spianata di asfalto, quando sono stati in maggioranza in città, in Regione, al governo», ha detto Masci riferendosi al centrosinistra. «La risposta è semplice ed è plasticamente sotto gli occhi di tutti: nulla», ha affermato, «oggi, però, tutto a un tratto, hanno un'idea e una soluzione su tutto, dall'auditorium, al palarock, dal bosco alla mobilità; ovviamente senza dire in quali terreni, con quali soldi e in quanto tempo. Tanto l'importante è illudere le persone facendo credere loro che basti bloccare il palazzo della Regione o le altre iniziative promosse da questa amministrazione per lo sviluppo della città».
«La realtà», ha osservato il sindaco, «è che il palazzo della Regione è l'unica opera che consentirà veramente di trovare risorse per fare il grande parco di 6,5 ettari, che regalerà alla città un grande polmone verde in pieno centro. Il bosco di cui parlano gli oppositori è solo un luogo fantastico dell’immaginazione, ma non può essere un progetto serio di un’amministrazione; un bosco che spacca la città in due, senza una parte che lo renda vivo, frequentato, illuminato, controllato, diventerebbe presto un luogo respingente, potenzialmente pericoloso, difficile da attraversare e da frequentare».
Masci ha proseguito: «La grande e bellissima sede istituzionale renderà iconico quel luogo, assicurerà vita, luce e controllo, offrirà spazi e servizi di cui la comunità potrà godere come l’auditorium, uffici d’informazione e altro. Chi grida scompostamente alla cementificazione, trascura il fatto che da decenni la sua parte politica ha contribuito a lasciare in quel luogo la più grande lastra di asfalto mai vista in un centro cittadino». «Occorre anche dire», ha concluso, «che il palazzo della Regione, atteso da 53 anni, ha trovato ostacoli anche per i tentativi di accordi pubblico-privato, come quello dell'operazione La City che, ancora oggi dopo 10 anni, è imprigionato nelle pastoie giudiziarie».