«No al Teatro del Mare» Il Pd pensa al Palacongressi

22 Settembre 2014

Montesilvano, un mega palco con 700 posti a sedere per spettacoli e concerti Il consigliere Di Stefano: e nell’area del curvone una piazza immersa nel verde

MONTESILVANO. No alla costruzione del Teatro del mare, sì al potenziamento del Palacongressi. E’ questo il pensiero del consigliere del Pd Gabriele Di Stefano sull’idea progettuale approdata venerdì sui banchi della Commissione lavori pubblici. Un progetto, a firma dell’architetto Sara Tarricone, che dovrebbe dar vita ad un anfiteatro da 700 posti sul curvone del lungomare. Una struttura, ispirata alle vele, ai trabocchi e alle dune, sulla quale l’amministrazione ha deciso di premere l’acceleratore dopo anni di attese, ma che non sembra convincere l’esponente della minoranza.

«Credo che alla luce dei 753 mila euro già stanziati e degli altri 500 mila da inserire nel piano triennale delle opere pubbliche, la soluzione più opportuna sia quella di rinunciare al Teatro del Mare», sottolinea Di Stefano, «e pensare seriamente al futuro del Palacongressi». Il consigliere del Pd, ricordando che la struttura non è mai riuscita a far decollare il turismo congressuale, nonostante la vicinanza con l’uscita dell’autostrada, l’aeroporto e i numerosi alberghi, lancia la sua proposta di rivisitazione del Palacongressi in un’ottica di ampliamento dei servizi offerti alla cittadinanza e ai turisti.

«La struttura interna è caratterizzata da due saloni enormi, uno da 1000 posti e uno da circa 3000, oltre a due sale più piccole da 150/200 posti e altre stanze al piano superiore», illustra. «Si potrebbe intervenire drasticamente sulla sala da 1000 posti per creare un vero teatro con un grande palco e lasciare circa 600/700 posti a sedere su poltroncine fisse, dove poter effettuare concerti e rappresentazioni teatrali per tutto l’anno, chiaramente effettuando lavori per insonorizzare la sala e per dare le caratteristiche richieste da un teatro».

Quanto alla sala più grande, potrebbe continuare a ospitare congressi, ma anche grandi eventi con ricadute economiche positive per la città. «Le due sale piccole potrebbero essere date in uso alle scuole per saggi e manifestazioni scolastiche», aggiunge il consigliere, «ed essere usate da associazioni presenti sul territorio. Per concludere, al primo piano si potrebbe trasferire la Scuola civica di musica e magari altre discipline, creando una specie di politecnico delle arti». Quanto al curvone, invece, Di Stefano propone di sostituire al progetto del teatro quello di una grande piazza immersa nel verde per «evitare ulteriori colate di cemento».

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