«No all’autonomia differenziata»

21 Agosto 2023

La minoranza: Marsilio chieda al governo Meloni di ritirare il disegno di legge

PESCARA. «L’autonomia differenziata è un problema serio. Chiediamo alla Regione di attivarsi e al presidente Marco Marsilio di smettere di fare l’uomo di partito e di chiedere al governo il ritiro del disegno di legge AS 615 sull’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, perché penalizza la regione che lui amministra». L’appello è dei consiglieri regionali dei gruppi di opposizione del Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in comune e Gruppo misto e Movimento 5 Stelle, in una mozione presentata all’esecutivo.
«Il governo regionale assuma ogni iniziativa istituzionale adeguata in sede di Conferenza Stato-Regioni», prosegue la mozione, «per garantire i percorsi costituzionalmente previsti affinché vengano riconosciuti a tutti gli stessi diritti e servizi. Chiediamo un tavolo istituzionale per trovare un accordo concordato e condiviso con Regioni, Province e Comuni che hanno visioni diverse sull’argomento e una rigorosa applicazione dell’articolo 119 della Costituzione, soprattutto in merito alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi che devono essere garantiti in modo uniforme sul territorio nazionale», sottolineano i consiglieri.
«È necessario agire prima dell’avvio del processo di autonomia differenziata», riprendono i consiglieri regionali, «e tenendo conto dei limiti storici delle Regioni più in difficoltà e farlo anche attraverso l'istituzione di un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante, come indicato dal terzo comma dell'articolo 119 della Costituzione. Bisogna confrontarsi seriamente su un modello di sviluppo che può rappresentare una pesante ipoteca sul futuro della nostra regione, evitando di lasciarsi passare sul capo idee, decisioni e oneri che saranno gli abruzzesi a pagare, com’è già capitato, ad esempio con la velocizzazione della tratta ferroviaria Roma-Pescara, tanto per citare l’esempio più recente. Per imprimere allo sviluppo nazionale una velocità unica, la via da percorrere non è quella di fare un’autostrada a più corsie, ma di dare pari condizioni a tutti, un orizzonte che non abbiamo visto in questo percorso che la destra intende portare avanti, di fatto frammentando il Paese, come in altri tempi alcune delle forze oggi al governo proponeva di fare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.