No alla violenza giovanile Covatta: «Il bullo è fesso»

In 800 ieri al teatro Circus alla manifestazione promossa dal premio Borsellino Applausi e risate per la performance dell’attore tarantino testimonial dell’evento
PESCARA. «Il bullo è un fesso, se non lo fosse sarebbe un leader. E i leader sono intelligenti». Ha scatenato risate e applausi la performance dell'attore, umorista e attivista tarantino Giobbe Covatta, testimonial della manifestazione “L'Abruzzo contro il bullismo” promossa dal premio nazionale Borsellino con Regione, Comune e polizia di Stato.
Ottocento persone tra studenti, insegnanti, forze dell'ordine, carabinieri, finanza, polizia e autorità, hanno affollato ieri mattina il teatro Circus per dire no alla violenza tra i giovani. «Sono al vostro fianco, i bulli vanno isolati, chiedete aiuto alle istituzioni», è l'appello del prefetto Giancarlo Di Vincenzo alla platea di studenti degli istituti comprensivi 1, 2, 4, 8 e 10, Volta, classico D'Annunzio, Misticoni-Bellisario di Pescara; del comprensivo Delfico e del liceo Corradino D'Ascanio di Montesilvano, con i ragazzi di Officina Legalità che hanno ballato e cantato sul palco, guidati dal docente Graziano Fabrizi che ha presentato l'evento insieme a Francesca Martinelli del premio Borsellino. «Il bullo è il debole, è colui che non rispetta le regole, voi usate l'intelletto e isolatelo», ha rimarcato il questore Luigi Liguori, che ha spiegato ai ragazzi il lavoro dei questori: «Sono coloro che cercano di prevenire le azioni criminose». E ha rivelato la sua «ambizione», cioè «vedere qualcuno di voi diventare poliziotto, un giorno». Poi una preghiera alle ragazze: «Non chiedete aiuto ai fidanzati per punire qualcuno che vi ha fatto del male, è sbagliato».
Il suono della campanella, come a scuola, e una “lectio” intensa quella tenuta da Gennaro Capasso, dirigente dell’Anticrimine della questura di Pescara: «Attenzione, ragazzi, con un semplice clic, foto e video si replicano a livello esponenziale in rete». Ha poi ricordato le misure contro il bullismo «l'ammonimento, il Daspo Willy che ha prodotto 20 provvedimenti, il ricorso all’App You Pol per chiedere aiuto alla polizia». E ai genitori: «State vicini ai vostri figli».
Di bullismo e cyberbullismo si parla nelle scuole, con le campagne di sensibilizzazione, con i video, le parole, gli spettacoli. Ciononostante «il fenomeno è in aumento», lancia l'allarme l'assessore regionale Pietro Quaresimale, il primo sul palco ad esporre la maglietta con su scritto: “Non restate in silenzio”. «Come Regione», spiega, «abbiamo istituito la consulta contro il bullismo che si riunisce periodicamente per trovare nuove sinergie».
«Bullismo e cyberbullismo sono la piaga della società», ha sottolineato il sindaco Carlo Masci, «non sono giochi, ma una violazione dei diritti di ciascuno di voi, tenetelo a mente. I bulli devono essere messi da parte, per fortuna sono pochi rispetto alla massa di giovani che ha voglia di costruire una società bella e vivibile». Daniela Puglisi dell'ufficio scolastico regionale ha evidenziato che «la scuola è attrezzata e il 70% dei docenti è formato per combattere il fenomeno» e ha ricordato le tre regole per uscire da una situazione di difficoltà: «L'empatia, la collaborazione e la responsabilità» e chiesto un applauso «per i ragazzi che non ce l'hanno fatta». Molto seguito l’intervento dell'informatico Giammaria De Paulis che ha catturato l'attenzione dei ragazzi spiegando loro, con un linguaggio accattivante, le insidie e le trappole della rete e quando ha chiesto alla platea chi ha scaricato applicazioni “craccate” troppe mani si sono alzate. «Prima di pubblicare foto e video pensate a quanto male potreste fare a qualcuno», ha concluso.
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