No alle case al posto degli ecomostri
Di Renzo e Sarchese contestano il provvedimento approvato in aula
FRANCAVILLA. I consiglieri Stefano Di Renzo del gruppo civico Solo Francavilla e Livio Sarchese del M5s prendono le distanze dalla delibera sul cambio di destinazione d'uso degli immobili turistico-alberghieri, che in base a quanto approvato nell'ultimo consiglio comunale potranno essere trasformati in residenziali attraverso un'agevolazione che prevede la riduzione del 60 per cento della tassa di conversione.
«Non abbiamo aderito alla delibera, in linea con le scelte portate avanti negli ultimi anni», scrive Di Renzo in una nota.
«Da sempre», prosegue Di Renzo, «siamo stati contrari ad annullare la ricettività turistica di Francavilla a vantaggio di pochi imprenditori. Abbiamo sempre osteggiato questa delibera, fin dalla sua nascita avvenuta nel 2011. L'aver praticamente annullato il plusvalore da riversare nelle casse comunali (che con l'ultima delibera passa da 670 a 268 euro a metro quadro, ndc) palesa l'inefficacia delle scelte poste in essere dagli amministratori sino a oggi».
Quindi prosegue: «La giustificazione promossa in consiglio di voler eliminare le brutture estetiche degli ecomostri è a nostro giudizio una semplice foglia di fico che non risolve il vero problema, ossia la compromissione della vocazione turistica della città e l'assenza di un reale piano di rilancio del turismo per Francavilla».
Quindi Di Renzo, anche in vista delle prossime elezioni, conclude: «Il gruppo liste civiche sta valutando se proporre una propria candidatura a sindaco o se aderire ad altri programmi elettorali, essendo pronti ad analizzarli non appena ci sarà un quadro più chiaro della situazione». (a.d.s.)
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