«No alle famiglie italiane nell’ex Artigianluce»

La proposta di accogliere profughi minorenni e di cambiare la destinazione della Casa della Solidarietà crea divisioni nella maggioranza di Maragno
MONTESILVANO. Il progetto di accogliere anche i rifugiati minorenni a Montesilvano e di destinare l’ex Artigianluce alle famiglie in difficoltà divide la maggioranza che sostiene il sindaco Francesco Maragno. Contrari all’arrivo di 52 minorenni da ospitare negli Sprar di Montesilvano, Elice e Picciano si dichiarano l’assessore alle Politiche sociali Manola Musa, il consigliere comunale Aurelio Cilli e il coordinatore di Fratelli d’Italia Marco Forconi. «Non avallo la scelta del sindaco e dell’Azienda Speciale, tant’è che non sono stata neppure informata di questa iniziativa», è la posizione dell’assessore Musa. «Note sono le mie rimostranze sulla gestione degli immigrati poiché ha snaturato l’attività sociale dell’Azienda Speciale che, di fatto, ha sottratto forza lavoro e risorse che prima destinavamo alle famiglie locali e alle persone in difficoltà. A quanto pare, ciò che non è stato ritenuto idoneo per gli immigrati - mi riferisco al dormitorio ex Artigianluce - dovrebbe esserlo per i miei concittadini per i quali, al contrario, avevo chiesto appartamenti abitabili. A Montesilvano non abbiamo bisogno di sistemare vagabondi e disadattati senza dimora (problema già risolto con la casa condivisa), ma abbiamo necessità di tutelare famiglie e persone perbene che, a causa della crisi, hanno perso il lavoro e non possono più pagare l’affitto di casa. È impensabile che possa ritenersi dignitoso ammucchiare famiglie, bambini e anziani in un dormitorio, privo di cucine e di elementi utili a rendere l’ambiente vivibile e famigliare. Questa per me», conclude Musa «è emarginazione».
A prendere le distanze dal progetto è anche il consigliere comunale di #montesilvano2019 Aurelio Cilli: «Avevo già anticipato al sindaco la mia contrarietà alla gestione dello Sprar minori. È inaccettabile che scelte così importanti siano assunte da pochi elementi della giunta e non dal consiglio comunale o, almeno, dai consiglieri che compongono la maggioranza. Prendo le distanze poiché ritengo inaccettabile per una amministrazione pubblica che siano assunte in questo modo decisioni così importanti omettendo ogni minima condivisione. Del resto gli effetti sul territorio della gestione dello Sprar adulti da parte dell’Azienda Speciale devono ancora essere valutati. Avendo eseguito un sopralluogo anzitempo, non ritengo la struttura idonea all’uso indicato ma, anzi, la ritengo una offesa per i miei concittadini italiani in difficoltà che pagano regolarmente le tasse».
Ancora più duro il coordinatore di Fratelli d’Italia Montesilvano: «Dopo aver tanto osannato l'adesione di Montesilvano al progetto Sprar ed aver magnificato fino allo scorso febbraio lo stabile ex Artigianluce, adesso, d'incanto, arriva il "fermi tutti, ci siamo sbagliati" e la disponibilità, con delibera di giunta, di adibire la struttura a riparo per famiglie montesilvanesi in stato di forte indigenza economica», dichiara Marco Forconi. «Una decisione che conferma l'assoluta mancanza di una visione d'insieme sul tema dell'inclusione sociale e del contrasto alla povertà. Palliativi non solo inutili, ma stracolmi di effetti collaterali non solo per chi dovrebbe usufruire di tale soluzione, ma anche per i residenti della zona che, dopo aver ingoiato la pillola del ghetto africano, ora si trovano a dover tollerare un assembramento che, se non gestito in maniera perfetta, potrebbe produrre una seconda "via Lazio 61". Ostracismo confortato non solo da sensazioni ma anche da numeri e dalla volontà, da parte dell'amministrazione, di istituire il network di "housing first" nell'ex Artigianluce, dimenticando che tale progetto prevede un elevato standard di abitabilità e un percorso assistenziale. Buttare delle famiglie, magari con bambini e anziani non deambulanti, dentro uno stabile che non è altro se non un dormitorio, con stanzoni e corridoi simili a reparti d'ospedale, è una soluzione lesiva della dignità personale e inadeguata a risolvere il problema dell'inclusione sociale. Un contributo pari a 823.000 euro dal fondo Pon-Fead, a favore del Comune di Montesilvano in partenariato con quello di Pescara, che dovrebbe essere impiegato per il reinserimento e non l'emarginazione».

