No anche dal centrodestra: Santangelo il primo a dirlo

Il vicepresidente del Consiglio invita Marsilio a farsi sentire con il governo Meloni E scendono in campo centinaia di architetti della Federazione Abruzzo-Molise
PESCARA. «Non possiamo assistere inermi alla scelta del Governo di far sparire con un colpo di bacchetta magica il cosiddetto “sconto in fattura” che il legislatore aveva rimodulato di recente, riconoscendo al cittadino un risparmio sul prezzo di vendita dell'immobile, dinanzi al notaio, per un importo massimo pari a 81.600 euro».
È il commento del vice presidente del Consiglio regionale, Roberto Santangelo, che si rivolge al presidente della Regione, Marco Marsilio, «affinché si faccia parte attiva nei confronti del Governo nazionale rappresentando la reale situazione dell'Abruzzo che vive, forse più di altre, le ripercussioni di aver cancellato la cessione dei crediti del Superbonus soprattutto per tutti quelli cantieri legati alla ricostruzione post-sisma».
IL LIVELLO SI ALZA.
Non solo M5S e Pd, anche il centrodestra quindi scende in campo per difendere il Superbonus dopo lo stop del governo Meloni. Il primo esponente regionale della maggioranza che invoca il dietrofront è Santangelo. Domani uscirà allo scoperto anche Forza Italia, con Lorenzo Sospiri.
«Molti sono stati coloro che hanno creduto nel Superbonus acquisti», prosegue Santangelo, «che permette di acquistare un immobile realizzato nelle zone classificate a rischio sismico 1-2-3, a seguito di demolizione e ricostruzione di interi edifici (anche con variazioni volumetriche) nei quali vi sia stato un miglioramento di uno o due classi sismiche, con lavori eseguiti da costruttori edili regolarmente iscritti. Dobbiamo inoltre considerare», sottolinea il vice presidente, «che il decreto approvato dal Consiglio dei ministri, si inserisce in un momento in cui molti cittadini hanno sottoscritto un compromesso, un preliminare, e hanno versato una caparra al costruttore, o possono aver richiesto ed ottenuto un mutuo».
LA BEFFA È SERVITA.
È ampia la platea dei beffati che «ora si trovano di fronte allo stop di cessione dei crediti d'imposta e sconti in fattura.
È vero che chi ha già avviato i lavori, prima del decreto, non avrà problemi, ma difficoltà ci saranno per coloro che, pur avendo depositato la Cilas, non hanno avviato le opere. Mentre», avverte Santangelo, «non ci sono speranze per chi non ha ancora presentato la comunicazione di inizio dei lavori».
Ma l’analisi dell’esponente di maggioranza va anche oltre toccando i benefici che il Superbonus ha portato al comparto dell'edilizia e al mercato del lavoro.
IL PREZZO È ALTO.
«Dopo 10 anni di crisi, il settore era ripartito grazie agli incentivi messi in campo», dice il vicepresidente che prevede effetti devastanti su: «Migliaia di posti di lavoro nell'edilizia e nell'indotto e su centinaia di aziende che rischiano di fallire». E conclude con una proposta: «Occorre lavorare insieme, Regione e associazioni di categoria, per garantire una proroga certa, per esempio, a chi ha iniziato i cantieri prima dell'entrata in vigore del decreto o che abbia richiesto il permesso di costruire». E invita Marsilio a intervenire. Ma finora il governatore ha scelto di restare in silenzio.
LA VOCE DEI TECNICI.
«Senza alcun confronto con la rappresentanza della filiera delle costruzioni, vengono assunte decisioni che modificano le regole del gioco a partita in corso», così la Federazione degli ordini degli Architetti di Abruzzo e Molise interviene sullo stop al Superbonus, che in Abruzzo mette a rischio 10mila cantieri. «Dalla sua conversione in legge», afferma Daniele Schiazza, coordinatore Abruzzo e Molise, «il 110% e il meccanismo di cessione del credito sono stati modificati oltre venti volte. Una confusione», sottolinea, «che pagheranno salato migliaia di imprese e professionisti ormai al collasso, la cui unica colpa è di aver rispettato regole che lo Stato, dopo aver emanato, ha improvvisamente ritirato rendendo impossibile la cessione dei crediti e il prosieguo dei lavori. Le decisioni assunte, senza risolvere il vero tema dei crediti bloccati, pongono una pietra tombale sul Superbonus per gli interventi di efficientamento energetico e antisismici».
BIMBO E ACQUA SPORCA.
Per Schiazza: «È del tutto evidente che la legge sul Superbonus necessiti di correttivi sanzionatori in presenza di comportamenti poco virtuosi quali ad esempio sulle speculazioni dei materiali da costruzione o gli ingenti oneri finanziari trattenuti dalle banche sui crediti acquisiti. Ma gettare il bambino insieme all’acqua sporca non è una soluzione accettabile e tanto meno sensata».

