No mask, oggi un’altra protesta: «Torniamo davanti alla basilica»

Sit-in promosso dopo l’intervento in chiesa della polizia nei confronti dei fedeli senza mascherina Il portavoce: daremo la nostra versione. Il prefetto: grazie agli agenti per equilibrio e professionalità
PESCARA. Per protestare «contro il Green pass e l’obbligo vaccinale Covid-19 sui minori», si sono dati appuntamento questa mattina, alle 11.30 (fino alle 12.30) di fronte al convento dei cappuccini della basilica santuario della Madonna dei Sette dolori. Lì, nella zona in cui domenica sera è intervenuta la polizia, chiamata a controllare dei fedeli presenti in chiesa senza mascherina, si terrà un «sit-in» dei «cittadini abruzzesi e marchigiani» che vogliono «manifestare mitezza laddove si sono verificati episodi di intolleranza». Interverrà telefonicamente Francesco Maria Fioretti, presidente emerito della Corte di Cassazione.
Annunciando questo appuntamento i rappresentanti della federazione dei gruppi #nogreenpass, #nontoccateiminori di Marche e Abruzzo, Beatrice Marinelli, Marco Gambini e Nico Liberati fanno riferimento all’episodio di domenica sera, dopo la messa, che è stato ricostruito il giorno dopo dal questore Luigi Liguori e dal dirigente della squadra volante Paolo Robustelli. L’intervento a Largo Madonna delle pattuglie è avvenuto perché un gruppo di persone, pare una ventina, è entrato in chiesa durante la celebrazione della messa e, dopo aver preso posto tra i banchi, questi fedeli si sono sfilati la mascherina in maniera plateale, chiedendo agli altri di fare la stessa cosa.
La polizia, allertata dai presenti (c’è un servizio che controlla il rispetto delle disposizioni anti Covid), è arrivata e ha atteso l’uscita del gruppo: è stato allora che un 40enne, in particolare, ha reagito tirando calci e pugni agli agenti. Nei confronti della polizia, spinte, botte, offese e minacce da più persone. Mentre alcuni si preoccupavano di registrare tutto con i telefonini, la polizia ha accompagnato in questura il 40enne, che è incensurato, per poi arrestarlo, mentre altre sei persone delle province di Pescara e Chieti, sono state denunciate (tra loro una donna che ha cercato la sfilare la pistola a un poliziotto). Liberati assicura che «possiamo fornire una versione diversa dei fatti che, seppure confermi nella sostanza quella della questura, apre nuovi scenari». Poi la solidarietà di Liberati, Marinelli e Gambini alle forze dell’ordine intervenute «con grandissima professionalità e tutte implicate, a vario titolo, in un’azione di forza avvenuta nell’ambito di un luogo carissimo agli abruzzesi e dedicato al culto. E solidarietà alle vittime: lo sono tutti i cittadini, per via di un governo autoritario».
Intanto l’avvocato Gianni Perla, che difende il 40enne arrestato, fa sapere che l’uomo (tornato libero) «non è un no vax, non era in compagnia di altri, in chiesa, e non ha urlato né fatto altre manifestazioni all’interno del luogo di culto. Si ritiene estraneo ai fatti che gli vengono contestati nel capo di imputazione», che riguardano la resistenza opposta agli agenti e le lesioni. Domenica sera, quando è accaduto tutto, «aveva la mascherina in tasca» e non «ha dato in escandescenze in chiesa, ha avuto un atteggiamento contenuto», in base alla ricostruzione emersa fino ad ora anche attraverso i video.
Ieri pomeriggio, dopo una riunione del comitato per l’ordine pubblico, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, ha voluto ringraziare, cogliendo la ricorrenza di San Michele (santo protettore della polizia), «le donne e gli uomini della polizia per l’equilibrio e la professionalità con i quali svolgono la propria attività, attraverso numerosi interventi, tanto più in momento complesso come quello attuale, legato alla pandemia».

